Oggi molti editori trattano l’idea di una raccolta di racconti come un costruttore tratterebbe il progetto di una casa fatta di paglia: con molti sospiri e un’espressione fortemente dubbiosa. Eppure è proprio nel campo della narrativa breve che si sta facendo la letteratura contemporanea più coinvolgente e sperimentale. Scrivere lettere d’amore prima di dimenticare come si fa, raccolta d’esordio di Eley Williams, ne è un esempio: divertente, giocosa e di assoluta bravura, merita di essere letta da chiunque ami le parole e sia interessato a vedere come un linguaggio maneggiato con destrezza e idee originali possano incontrarsi ed esplodere sulla pagina. Raramente mi è capitato d’imbattermi in una scrittura così gioiosamente metafisica: sono racconti sulle parole (e perfino sulla tipografia), storie che si interrogano sul tempo e sulla natura della coscienza, sul linguaggio e sul modo in cui non solo descrive ma plasma la realtà. E anche su come la tradisca. Se tutto questo può sembrare affettato, non lo è: nella maggior parte dei racconti scorre una vena di sentimento profondo, alleggerita da un umorismo abile e tagliente che mi ha fatto sorridere su un treno affollato e, a un certo punto, perfino ridere di gusto.
Melissa Harrison, Financial Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati