Questa nuova splendida registrazione prende ispirazione da un momento preciso: il 1851. Il programma riunisce un pianoforte Érard che quell’anno vinse un premio a Londra e due importanti opere cameristiche composte sempre nel 1851: la sonata per violino n. 2 di Robert Schumann, qui nella versione per violoncello realizzata da Steven Isserlis, e la sonata per violoncello op. 121 di Ignaz Moscheles. Isserlis è straordinariamente espressivo e Connie Shih gli risponde da perfetta partner musicale, con libertà e sensibilità. L’articolazione del violoncello rimane sempre chiara e l’ampio respiro dell’interpretazione è ancora più impressionante. Ma la sorpresa del disco è la sonata di Moscheles. Celebre virtuoso del pianoforte, il musicista boemo scrive parti molto impegnative per entrambi gli strumenti. Se il primo movimento tende forse a perdere un po’ di slancio verso la fine, lo Scherzo ricorda un Men-delssohn leggermente più robusto, ricco di tocchi eleganti. Il momento più toccante è però la Ballade. Il finale completa perfettamente l’opera: ampio nelle ambizioni, solido nella struttura.
Colin Clarke, Classical Explorer

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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati