Nato a Gerusalemme e cresciuto a Betlemme, lo scrittore palestinese Karim Kattan sta lasciando un segno nel mondo letterario con romanzi dalla scrittura magnetica. L’Eden all’alba è ambientato a Gerusalemme e nei suoi dintorni ed è intriso di poesia pur evocando il dolore e ciò che può separare due esseri che si amano ma allo stesso tempo si detestano. È un romanzo sconvolgente in questi tempi di guerre, odio e distruzione in Medio Oriente. Isaac e Gabriel sono palestinesi. Isaac ama i ragazzi, fa il portiere di notte in un modesto hotel di Gerusalemme e frequenta un diplomatico per ottenere da lui qualche favore. Gabriel, invece, è un angelo, così bello con i suoi occhi azzurri e i riccioli biondi da suscitare l’amore di tutti, uomini o donne, che seduce anche con i suoi disegni. Quando i due si incontrano a casa della zia Fatima, Isaac soccombe subito al fascino di Gabriel, ma quest’ultimo svanisce. Quando Isaac lo vede entrare una sera nel suo hotel per accompagnare un visitatore, decide di trattenerlo con ogni mezzo. E comincia a raccontargli storie che inventa via via, in cui si mescolano spiriti, leoni e cavalieri. Proprio come Sherazade nelle Mille e una notte. Ammaliato, Gabriel tornerà ogni sera. Tutto è magnificamente riassunto in questa prima frase: “Come amarti in questa città capricciosa, così pronta alla collera, questa città infestata da Dio e che non mi lascia lo spazio di adorare te invece di lui?”.
Alexandra Schwartzbrod,
Libération
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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati