Ivan Samoilov, Global Images Ukraine/Getty

Con la diplomazia ancora ferma, continuano gli attacchi russi contro l’Ucraina. Il 7 marzo undici persone, tra cui due bambini, sono morte nel bombardamento di un palazzo residenziale a Charkiv ( nella foto ). Il 10 marzo ci sono stati almeno 35 feriti in diverse zone del paese e il giorno successivo i morti sono stati 9 e i feriti 44. L’Ucraina ha risposto bombardando una fabbrica di missili nella regione russa di Brjansk, mentre nel sud del paese le forze armate di Kiev hanno lanciato una controffensiva nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporižžja, liberando più di 400 chilometri quadrati di territorio. Intanto, racconta la Reuters, un’indagine delle Nazioni Unite, resa nota il 1o marzo, ha stabilito che “il trasferimento forzato di migliaia di minori ucraini in Russia dall’inizio della guerra costituisce un caso di crimini contro l’umanità e di guerra”. Secondo il rapporto la Russia “ha preso di mira le vittime più vulnerabili. Le conseguenze di simili crimini sulle loro vite saranno irreversibili”. Per quanto riguarda invece gli equilibri internazionali l’Ucraina continua a essere coinvolta, anche se indirettamente, nella guerra in Iran. Come scrive il **Kyiv Independent ** l’Arabia Saudita, che nelle ultime settimane è stata bersaglio dei droni iraniani, sta negoziando con Kiev l’acquisto di una consistente fornitura di armamenti per la difesa aerea.

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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati