Torri nel deserto
◆ Ho visitato la mostra di Nick Brandt a cui è dedicato il portfolio (Internazionale 1657): una delle mostre fotografiche più belle mai viste. C’è una parte in cui riesce a coniugare gli effetti del cambiamento climatico sulle persone e sugli animali, facendoci capire che ci siamo dimenticati di essere come loro.
Lettera firmata
L’età giusta per i social
◆ Ho letto l’articolo dell’Economist sull’età giusta per usare i social (Internazionale 1657). Mi ha colpito soprattutto il grafico: mostra chiaramente che il problema non riguarda solo i più giovani, ma anche la fascia tra i 25 e i 40 anni, cioè i genitori di oggi e di domani. Basta guardarsi intorno: bambini molto piccoli che scorrono video a tavola o nel passeggino con il telefono dei genitori. Non è solo una questione educativa, ma culturale. Se noi adulti siamo i primi a non riuscire a staccarci dai social, come possiamo aspettarci qualcosa di diverso dai più giovani? Il punto non è solo stabilire un’età giusta, ma anche riconoscere l’uso che ne facciamo tutti. Senza questa consapevolezza rischiamo di trasmettere una dipendenza che consideriamo un problema, ma che continuiamo ad alimentare.
Mila Dardi
La stanchezza primaverile esiste davvero?
◆ Non sarà che ci siamo talmente allontanati dai ritmi naturali a cui nessun (altro) animale si sottrae che il nostro organismo fatica ad adattarsi ai cambiamenti? Forse ecco spiegato perché in altre culture, come dice l’articolo (Internazionale 1657), non c’è la “stanchezza primaverile”. Sarebbe interessante capire quali sono queste culture, scommetto non quelle occidentali.
Luna
Documentari
◆ Dopo aver letto la presentazione del documentario Louis Theroux: dentro la manosfera (Internazionale 1656), ho deciso di dargli un’occhiata. E sono rimasta delusa. Trovo che di provocatorio ci sia solo il tema trattato, quindi la manosfera, gli incel e tutti i personaggi e gli scandali che gravitano intorno a questo mondo, di cui, a mio avviso, non si parla abbastanza. Il documentario però ha un tono di “spettacolarizzazione” anziché di denuncia. Le rare e retoriche domande e provocazioni fatte agli intervistati tendono tuttalpiù a rendere ridicolo Theroux. Immaginando che nella media del pubblico di Netflix ci sia una percentuale di adolescenti immersi nel caos della realtà odierna, mi chiedo quale sia il messaggio che gli lascia.
Costanza Massarelli
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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati