Il mercato globale delle procedure estetiche invasive è passato dai 25 miliardi di dollari del 2016 ai 137 miliardi del 2024, potrebbe superare i 180 miliardi entro il 2033. Un boom dovuto al calo dei costi, ma anche ai social media che diffondono modelli di bellezza irrealistici e al turismo estetico verso paesi con controlli meno stringenti. Nonostante la crescita, il settore non è ancora regolato in modo adeguato e il confine tra chirurgia e trattamenti cosmetici è sempre più sfumato. Botox e filler, percepiti come poco invasivi, possono provocare infezioni e danni permanenti, con costi sanitari difficili da stimare. In molti casi gli interventi sono eseguiti da personale non formato e fuori dalle strutture mediche. Di recente Australia e Germania hanno introdotto misure per limitare i rischi e garantire trattamenti qualificati, ma in molti paesi mancano norme adeguate. Secondo The Bmj tra le priorità ci sono permettere solo a professionisti certificati di eseguire gli interventi, rafforzare la formazione e contrastare la pubblicità ingannevole. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati