Nuove energie
per la pace
◆Ho trovato l’articolo di Rebecca Solnit (Internazionale 1658) privo di reali conoscenze sul mondo delle rinnovabili. Affronta un tema complesso in maniera troppo ideologica. Purtroppo non è vero che non esiste un monopolio delle tecnologie green. Le celle fotovoltaiche, buona parte delle turbine eoliche, degli inverter, delle batterie e dei sistemi di accumulo sono prodotti in Cina. La quasi totalità dell’estrazione delle terre rare e della loro lavorazione è controllata da aziende cinesi che operano in tutto il mondo. Sia l’estrazione sia la lavorazione comportano danni ambientali e sociali ingenti a cui nessuno intende porre rimedio. Infine, non è vero che gli impianti eolici o fotovoltaici non hanno un impatto sull’ambiente. Vengono installati in zone boschive e montane, non urbanizzate, comportando radicali trasformazioni del territorio, come succede con l’idroelettrico. La bugia che ci raccontiamo è che uno sviluppo sostenibile è possibile. In realtà si dovrebbe parlare di come ridurre i nostri consumi e le nostre false esigenze.
Luca Gaminara
La fine del futuro in Argentina
◆ L’articolo che analizza il declino dell’Argentina a cinquant’anni dal golpe (Internazionale 1658) mi ha lasciato grande amarezza. Mi ha colpito la tesi secondo cui l’attuale presidenza non sia un incidente di percorso, ma il risultato di un processo di emarginazione deliberato. È doloroso leggere di come un paese che aveva il 3 per cento di povertà e un’istruzione d’eccellenza sia stato trasformato in una società che “sa relazionarsi solo attraverso insulti e crudeltà”. Quando si distruggono lo stato e la scuola, ciò che resta è il degrado.
Massimiliano
Perché i giornalisti italiani scioperano
◆ Trovo che questo articolo (internazionale.it) sia una chiara fotografia di quanto l’informazione oggi in Italia stia soffrendo. Per completare l’analisi serve citare un’ulteriore categoria: quella degli stagisti, che lavorano quanto un redattore ma non sono retribuiti o sono sottopagati. Io appartengo a questo gruppo. Le prospettive che mi attendono a 26 anni sono terrificanti, perché è una professione che si è piegata alle logiche del lavoro usa e getta. Sono premiati solo quelli che hanno le possibilità economiche per poter accedere a possibilità che sono un privilegio.
Rossella
Errata corrige
◆ Su Internazionale 1658, a pagina 11, il fotografo è Brian Ongoro; la foto a pagina 83 è di Léonard Pongo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati