◆ Il 1 aprile la missione della Nasa Artemis II, la prima dal 1972 a portare degli esseri umani oltre l’orbita terrestre, è partita dalla base di lancio di Cape Canaveral, negli Stati Uniti.

Il giorno successivo, dopo il completamento della manovra per inserirsi nella traiettoria translunare, fuori dalle finestre del veicolo spaziale Orion è comparsa la Terra e i quattro astronauti dell’equipaggio hanno potuto ammirarla da una prospettiva che nessuno aveva sperimentato da più di cinquant’anni.

Questa immagine, realizzata dal comandante della missione, Reid Wiseman, è una delle prime trasmesse al centro di controllo. Mostra chiaramente il terminatore, la linea che divide la parte del pianeta illuminata da quella in ombra ed è definita come l’insieme dei punti in cui i raggi del Sole sono tangenti alla superficie terrestre. Dallo spazio è possibile percepire il suo movimento verso ovest, che in corrispondenza dell’equatore raggiunge la velocità di circa 1.600 chilometri orari.

Nei giorni successivi la missione ha proseguito il suo viaggio, completando il sorvolo della Luna e spingendosi fino a circa 406.700 chilometri dalla Terra, il punto più lontano mai raggiunto da un equipaggio umano, per poi cominciare il viaggio di ritorno.

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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati