Il 6 aprile alcune organizzazioni della società civile in Indonesia hanno sporto una denuncia contro Min Aung Hlaing, il generale a capo della giunta militare birmana appena eletto presidente, per atti di genocidio nei confronti dei rohingya, minoranza musulmana non riconosciuta e perseguitata. Il colpo di stato del 2021 guidato dal generale ha provocato la guerra civile e la crisi umanitaria in corso in Birmania, con un gran numero di rohingya sfollati e costretti a vivere in campi profughi. L’Indonesia è il più grande paese a maggioranza musulmana del mondo ed è una delle destinazioni dei rohingya in fuga. Il codice penale indonesiano, scrive lo Straits Times, consente la “giurisdizione universale” nel caso di crimini così gravi da poter essere valutati indipendentemente sia dalla nazionalità delle vittime sia dal luogo in cui è stato commesso il crimine.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati