La giornalista Edith (Lisa Loven Kongsli), decisa a diventare madre, ricorre alla donazione del seme. Anni dopo comincia a chiedersi se alcuni comportamenti del figlio siano un’eredità del donatore. Scoperta la sua identità, con il pretesto di realizzare un servizio su di lui e la sua azienda, lo contatta e intraprende una sorta di “indagine sulla personalità”. Ovviamente finirà per sconvolgere la vita di tutte le persone coinvolte. Il film affronta il tema dell’essere un genitore single in modo tutt’altro che banale, tirando in ballo non solo la biologia, ma anche la psicologia e il discorso del privilegio, del lusso di poter ricorrere all’inseminazione artificiale e anche di porsi tutta una serie di domande che persone provenienti da classi meno abbienti non potrebbero mai permettersi. Malik Berkati,J:mag

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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati