Shobha Rao

L’ambiziosa raccolta di racconti di Shobha Rao si apre con una prefazione che ricorda la partizione del subcontinente indiano e il “colossale trasferimento di persone” tra le nuove nazioni di India e Pakistan. Veniamo informati anche delle “specifiche brutalità” inflitte alle donne, soprattutto rapimenti, e dell’origine del titolo del libro. Chi si aspetta che questi racconti, collegati in modo sporadico e tenue da personaggi ricorrenti, riecheggino il tono documentario della nota introduttiva di Rao resterà sorpreso dall’ampiezza geografica, temporale e perfino di genere della raccolta. Il racconto che dà il titolo al libro rielabora il topos della donna recuperata: Neela viene “restituita” al marito, creduto morto, dopo una relazione passionale con Renu, una donna conosciuta in un campo profughi. Ma il seguito, in cui Renu diventa _ L’amante del mercante_, sovrappone alla tetra traiettoria della narrativa sulla partizione una lussureggiante fantasia gotica fatta di omicidi, sepolture e fughe in abiti maschili. A metà del libro diventa chiaro che il vero interesse di Rao non è tanto la storia quanto la violenza e la vendetta, e l’autrice risulta molto più convincente quando rimane ancorata al realismo.
Aamer Hussein, **
**The Independent

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati