Ava Bahari è una grande narratrice. La violinista svedese suona con una pulizia di suono straordinaria, e se dovessi dire cosa rende speciale questa esecuzione di un frequentatissimo concerto per violino è l’importanza che dà a ogni frase, che sia parte del canto o furia pirotecnica. Non c’è niente di casuale, ogni nota ha un obiettivo. È anche espansiva nel senso migliore del termine con un rubato sempre naturale. I suoi compagni in questa esecuzione – l’orchestra sinfonica di Göteborg e il direttore Santtu-Matias Rouvali – sono sulla stessa lunghezza d’onda, scolpendo i contorni frastagliati della musica con drammatica austerità e trasformando i momenti quieti in un silenzio assordante. La suite Lemminkäinen vive in un paesaggio simile, e gli epici miti tratti dalle pagine del Kalevala permettono un racconto ancora più preciso nei dettagli, dal vigore dell’eroe nelle Fanciulle dell’isola a un Cigno di Tuonela cupamente casto. C’è la sensazione di sentire musicisti nel loro elemento: Bahari, Rouvali e l’orchestra hanno trovato una collaborazione perfetta.
Edward Seckerson, Gramophone
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati