Questo disco attraversa paesaggi sonori fatti di tradizioni degli xhosa, uno dei gruppi etnici più numerosi in Sudafrica, e avventure digitali con una cura dei dettagli. Layer after layer, brano d’apertura del debutto di Dumama, riflette perfettamente il suo titolo: un raffinato intreccio di percussioni, bordoni d’organo e lampi sintetici che introduce un disco complesso e immersivo. Da subito emerge la voce di Dumama, sospesa tra downtempo evocativo e narrazione spirituale, mentre inglese, sussurri e canti xhosa si fondono in un dialogo continuo. Gli strumenti sono protagonisti assoluti: contrabbasso caldo e avvolgente, sax abrasivo, l’uhadi tradizionale, chitarre e texture elettroniche guidate da Shahzad Ismaily, polistrumentista pachistano-statunitense che ha collaborato con artisti come Yoko Ono, Lou Reed e Arooj Aftab. Al centro del disco c’è il confronto tra Dumama e i suoi antenati, una meditazione sul trauma, sulla memoria e sul modo in cui la comunità nera viene raccontata. Influenzata da Miriam Makeba, Sudan Archives e FKA twigs, Dumama costruisce un’opera dove folk futurista ed elettronica sperimentale convivono.Towards an expanse è un’esperienza poetica e contemporanea.
April Clare Welsh, Bandcamp Daily

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati