Un molare di neandertal risalente a 59mila anni fa mostra i segni di un rudimentale intervento odontoiatrico, eseguito probabilmente per alleviare il dolore provocato da una carie. Il dente, rinvenuto in una caverna in Siberia, sembra essere stato trapanato a più riprese con uno strumento in pietra, fino ad arrivare alla polpa. Secondo la ricostruzione realizzata da un gruppo di scienziati russi e pubblicata su Plos One, la procedura dev’essere stata estremamente dolorosa ma efficace, perché ha provocato la devitalizzazione del nervo: i segni di usura sul dente indicano che dopo l’intervento è stato usato a lungo per masticare. Finora i segni più antichi di interventi intenzionali sui denti erano stati trovati nei resti di un Homo sapiens vissuto 14mila anni fa. La scoperta sembra confermare che i neandertal avevano capacità cognitive e tecniche molto superiori a quanto ipotizzato fino a poco tempo fa.
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati