Gli attivisti della Global sumud flotilla, arrestati la settimana scorsa dalle forze israeliane mentre navigavano in acque internazionali verso la Striscia di Gaza, sono tornati nei loro paesi in Europa e nel resto del mondo dopo essere stati espulsi da Israele. Molti hanno raccontato di aver subìto abusi e maltrattamenti mentre erano in custodia delle forze israeliane, scrive
Al Araby al Jadid. Gli organizzatori del movimento hanno denunciato “almeno quindici casi di aggressioni sessuali”, e altre persone hanno parlato di colpi, umiliazioni, privazioni e minacce. Dalle testimonianze emerge come la violenza in questo caso è stata maggiore rispetto ad altri episodi di abbordaggi e detenzioni durante le missioni dei mesi scorsi.

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati