Scegliendo il nome di Leone quando è stato eletto papa, nel 2025, Robert Francis Prevost si è posto sulle orme di un suo predecessore, Leone XIII, la cui enciclica Rerum novarum (Delle cose nuove) del 1891 ha segnato l’ingresso della chiesa cattolica nel campo del sociale. In piena rivoluzione industriale, mentre lo sfruttamento dei lavoratori moltiplicava le tragedie umane, Leone XIII sosteneva il diritto a un salario giusto e la legittimità delle associazioni operaie. Elaborando la sua “dottrina sociale”, la chiesa si collocava tra liberalismo e socialismo.

È significativo che Leone XIV abbia scelto proprio l’anniversario della Rerum novarum per firmare Magnifica humanitas (Magnifica umanità), la sua prima enciclica pubblicata il 25 maggio e dedicata all’intelligenza artificiale (ia). Invitando a “disarmare” l’ia e a “rimettere l’umano al centro”, afferma che la rivoluzione tecnologica in corso è altrettanto importante di quella avvenuta alla fine dell’ottocento. E che gli “algoritmi opachi” controllati da soggetti privati minacciano di far emergere “nuove forme di disumanizzazione”. “Disarmare” l’ia non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedire che sottometta l’essere umano.

Di fronte alla contrapposizione tra scenari ottimistici (maggiore produttività e nuove professioni) e scenari allarmistici (transizioni brutali ed esclusione), l’enciclica sposta il dibattito in modo utile. La questione riguarda la qualità e il senso del lavoro, la dignità delle persone e la capacità di adattamento delle società.

Leone XIV prende posizione anche in un ambito in cui l’intelligenza artificiale pone un ulteriore rischio di disumanizzazione: la guerra. Lo conferma la presenza a Roma, alla presentazione dell’enciclica, di uno dei fondatori dell’azienda Anthropic, che si è scontrata con il Pentagono rifiutandosi di concedergli l’uso dei suoi strumenti di ia per rendere autonome le armi. Il papa peruviano-statunitense vuole ricordare al mondo i suoi obblighi morali, anche prendendo le distanze dall’amministrazione Trump.

Gli avvertimenti dell’enciclica sono particolarmente necessari in un momento in cui è raro un dibattito politico illuminato sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale. Il fatto che sia un’autorità religiosa a ribadire con forza princìpi che dovrebbero essere difesi da tutti i governi democratici, non è affatto rassicurante. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 15. Compra questo numero | Abbonati