Se pensate che X e Facebook siano purgatori di troll senza amici che diffondono odio e bullizzano le donne, gli altri troll e le minoranze con il pretesto della libertà di parola, aspettate di sperimentare la versione indiana di quell’inferno così come la descrive la scrittrice e poeta Meena Kandasamy (Ogni volta che ti picchio, Edizioni e/o) nel suo nuovo romanzo Fieldwork as a sex object. Ai peggiori algoritmi del mondo aggiungete un miliardo e mezzo di persone, mescolate il tutto con un governo di estrema destra con competenze informatiche e unite gli scontri infuocati della politica indiana su caste e misoginia, oltre ai tumultuosi antagonismi etnici e religiosi. Con questo si confronterà Amy, una studente indiana che vive a Londra, attivista comunista, che un giorno trova in rete un video porno fake di cui è la protagonista. Per lei non è un problema, ma sua madre e la manosfera indiana la pensano diversamente. Attraverso il ritratto di una ragazza ruvida e insensibile Kandasamy sferra un attacco alla destra indù e alla sua ideologia fascista.
The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati