mondo arabo

L’Eid al Adha, la festa del sacrificio per i musulmani, celebrata il 27 maggio, ha messo in evidenza l’insicurezza alimentare che colpisce il mondo arabo dai tempi della guerra in Ucraina, aggravata dal conflitto nel Golfo. In Marocco Tel Quel **accusa il governo di “aver pelato” i cittadini intenzionati a compiere l’udhiyah, il tradizionale sacrificio di un animale: i circa 1,2 miliardi di euro stanziati per i sussidi da distribuire a 277 importatori di bestiame si sono volatilizzati, e i prezzi degli ovini sono saliti alle stelle (tra i 750 e i 1.120 euro l’uno). **La Presse de Tunisie **scrive che per i tunisini il sacrificio è diventato un lusso per cui bisogna indebitarsi o a cui rinunciare. In Egitto, racconta **Al Quds, nei principali mercati la carne resta invenduta perché troppo cara. Una soluzione è comprare un montone in più persone o farlo macellare in un paese dove costa meno, per esempio in Tanzania, e ottenere un certificato online che attesta l’udhiyah. Intanto La Mecca si prepara a ricevere 1,5 milioni di pellegrini ma anche l’adempimento di questo obbligo religioso è diventato proibitivo, a causa dei prezzi dei biglietti aerei. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati