Charkiv, 20 giugno 2026 (Andrii Marienko, Ap/Lapresse)

Negli ultimi giorni Kiev ha proseguito gli attacchi in territorio russo, mentre l’esercito di Mosca ha continuato a bombardare le città ucraine. Nella notte del 18 giugno le forze ucraine hanno colpito una grande raffineria a Mosca, e nei giorni seguenti una fabbrica di armi a Voronež e un centro di comunicazione spaziale a Dubna. Nei bombardamenti sono morte nove persone. Gli attacchi più intensi hanno però colpito la Crimea, in particolare ponti, infrastrutture logistiche ed energetiche. Il presidente Volodymyr Zelenskyj ha dichiarato che Kiev è pronta ad aprire un negoziato con Mosca, affermando che ormai anche i russi sono stanchi del conflitto. Negli stessi giorni l’esercito di Mosca ha continuato a colpire obiettivi civili ucraini ( nella foto ), facendo almeno venti morti e cento feriti. “Se, dopo le enormi perdite degli ultimi quattro anni, la Russia si dimostrasse incapace di mantenere il controllo della Crimea, la sua forza sarebbe compromessa. E se l’Ucraina dovesse riconquistare la penisola, questo significherebbe il crollo del regime di Putin”, scrive il quotidiano estone Postimees. “Oggi la Crimea è il parametro con cui si misura la salute del potere di Putin”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 23. Compra questo numero | Abbonati