“Il 18 giugno Janeese Lewis George (nella foto) ha vinto le primarie del Partito democratico e con ogni probabilità sarà la prossima sindaca di Washington”, scrive The Nation. La vittoria di Lewis George, legata ai Democratic socialists of America (Dsa), è l’ultimo segnale della crescita dell’ala progressista del Partito democratico in una fase delicata per l’opposizione a Donald Trump e a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Ha sconfitto il moderato Kenyan McDuffie puntando soprattutto sul tema del costo della vita. Affitti, servizi per l’infanzia e salari sono stati al centro della sua campagna elettorale, in una città colpita dalle conseguenze dei tagli dell’amministrazione Trump al settore pubblico federale. La candidata ha raccolto consensi tra gli elettori giovani e progressisti dei quartieri in via di gentrificazione, ma ha ottenuto buoni risultati anche nelle comunità afroamericane e operaie. Un risultato che s’inserisce in una tendenza più ampia. A New York il sindaco socialista Zohran Mamdani ha trasformato le primarie democratiche per il congresso in una dimostrazione di forza della sinistra cittadina. I candidati da lui sostenuti hanno vinto in collegi considerati sicuri per i democratici e hanno ottime probabilità di entrare alla camera dei rappresentanti. Tra loro ci sono Brad Lander, che ha sconfitto il deputato uscente Daniel Goldman in un collegio tra Brooklyn e Manhattan, e Darializa Avila Chevalier, che ha battuto a sorpresa un influente politico ispanico. Tutti hanno condiviso la piattaforma economica di Mamdani, incentrata sul contrasto al caro vita, e hanno preso posizioni critiche nei confronti del sostegno statunitense a Israele. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati