Detriti del novecento

Berlinische Galerie, Berlino,
fino al 14 settembre

All’inaugurazione della mostra, Marc Brandenburg indossava una mimetica e una grande maschera per coprire il volto. Un’uniforme che richiamava i suoi celebri Tarnpullover realizzati tra il 2000 e il 2010: maglioni lavorati a maglia con fantasie coloratissime e maschere integrali cucite direttamente sul collo. Già intorno al 1992 aveva creato una serie intitolata Maglioni mimetici per stranieri. Erano gli anni dei pogrom e degli omicidi xenofobi. Figlio di una berlinese dell’ovest e di un soldato afroamericano, Brandenburg aveva tutte le ragioni per sentirsi minacciato da quella ondata di violenza. Lo stesso valeva per il suo ruolo nella sottocultura gay della città.
Süddeutsche Zeitung

Other possible worlds

Jewish museum, New York,
fino al 26 luglio

La prima grande retrospettiva dedicata a Paul Klee in un museo newyorchese è uno di quei rari eventi che si possono definire rivelatori. Si concentra sulle opere realizzate nella seconda metà degli anni trenta, quando Klee, tornato a vivere in Svizzera dopo aver vissuto tanti anni in Germania, gravemente malato di sclerodermia, sviluppò un linguaggio figurativo nuovo e più audace. Le opere degli anni venti, che gli diedero la notorietà, erano generalmente di piccolo formato e sembrano affacciarsi su mondi incantati illuminati da una luce tremolante. I lavori successivi diventano più grandi e più energici nelle forme. The New York **
**Review of Books

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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati