Stefano Liberti

È un giornalista italiano. Ha scritto I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta (Minimum fax 2016). Con Andrea Segre ha girato Mare chiuso (2012). È su Twitter: @abutiago

Chi paga il conto per le banane equosolidali

Un terzo delle banane del circuito fair trade consumate in Italia arriva dalla Repubblica Dominicana, dove i lavoratori sono pagati cinque dollari al giorno. Leggi

Storia del concentrato di pomodoro prodotto in Cina e venduto come italiano

Lo Xinjiang, in Cina, è tappezzato di terreni dove si coltiva uno degli ortaggi più consumati al mondo: il pomodoro. Una produzione destinata non al consumo interno, ma all’esportazione. Dopo opportuna rilavorazione, finirà nel ketchup della Heinz, o in concentrati e sughi pronti prodotti da marchi italiani. Leggi

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Con le aste online i supermercati rovinano gli agricoltori

“È come giocare alla slot machine”. Seduto di fronte al suo computer, Francesco Franzese batte freneticamente sui tasti simulando il gioco al quale si è trovato a partecipare suo malgrado. Trentasette anni, amministratore delegato del gruppo che produce i pelati e la passata La Fiammante, ha il dente avvelenato contro una prassi che si sta sempre più affermando tra gli operatori della grande distribuzione organizzata (gdo): quella delle aste online al doppio ribasso. Leggi

Come il supermercato è diventato un’industria

La marca del distributore, ovvero il prodotto con il logo del supermercato, è in crescita inarrestabile. Da un alto permette prezzi di vendita più bassi, dall’altro rischia di creare un’omologazione verso il basso, alle lunghe dannosa per l’agricoltura, l’industria e per gli stessi consumatori. Leggi

Supermercati, il grande inganno del sottocosto

La scritta campeggia ben visibile all’entrata del supermercato: “Sottocosto”. Passata di pomodoro a 0,49 euro, pacchi di pasta a 0,39, confezioni di tonno da quattro a 1,99 euro. Il locale è quello di una grande catena, a Roma. La promozione è simile a quelle delle aziende concorrenti in tutta Italia. Leggi

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La carne che costa poco ha un prezzo altissimo per animali e lavoratori

I capannoni dove gli animali sono rinchiusi, fatti ingrassare, trattati con antibiotici per evitare che si ammalino, infine inviati alla macellazione, sono qualcosa che nessuno vuole vedere. L’indagine dell’associazione Essere animali è la più completa mai condotta in Italia. Leggi

I signori del cibo: chi decide cosa arriva sulla nostra tavola

“Pochi grandi gruppi controllano la produzione, la commercializzazione e la distribuzione di quello che mangiamo”. Stefano Liberti, autore del libro I signori del cibo, ha seguito la filiera di quattro prodotti per scoprire come si sta trasformando il mercato alimentare globale. Leggi

La legge sul caporalato è il primo passo contro la filiera sporca del cibo

L’approvazione in pochi mesi della legge sul caporalato è senz’altro una buona notizia, ma non sufficiente per eliminare in maniera definitiva lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Leggi

Bisogna andare oltre l’asilo per superare l’emergenza dei migranti

In Italia tutti i migranti che arrivano via mare sono immessi nel sistema di richiesta d’asilo, che è al momento l’unico modo per rimanere legalmente in Italia. Così anche chi viene solo in cerca di condizioni di vita e di lavoro migliori non ha altra scelta che inserirsi in questo percorso lunghissimo, incerto e dispendioso. Una situazione che non giova né ai migranti né al paese. Leggi

Il fallimento delle quote rosa nel parlamento afgano

“In quindici anni i progressi sono stati enormi. Le quote rosa in parlamento, quattro ministre, tante donne attive nella società civile”. Se paragona l’Afghanistan di oggi a quello dei taliban, Freshta Karimi non ha dubbi. “La strada è accidentata, ma la direzione è quella giusta”. Leggi

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Le giornaliste afgane in prima linea contro l’oscurantismo

Sediqa Sherzai ricorda bene quella mattina di un anno fa quando la sua Radio Roshani ha smesso di esistere. Era il 28 settembre 2015: i taliban avevano attaccato Kunduz, la città dove vive nel nord dell’Afghanistan. Oggi Sherzai lavora in incognito ed è una delle 2.500 giornaliste impegnate a dare voce alle donne afgane e ai loro sforzi di emancipazione. Leggi

Le calciatrici afgane sfidano sul campo i taliban e i pregiudizi

L’appuntamento è fissato per le cinque e mezzo del mattino. “Ci alleniamo di buon’ora, per evitare il caldo e non dare troppo nell’occhio”, dice la capitana Sabrina Nawrozi. “E poi perché”, aggiunge con tono rassegnato, “le altre ore sono riservate ai maschi”. Leggi

La battaglia delle donne afgane contro i matrimoni forzati

Abida ha quattordici anni e un figlio neonato di cui non sa più nulla. Avvolta in un vestito ornato di lustrini, lo sguardo assente che ogni tanto si accende in lampi improvvisi, sembra vivere in un mondo tutto suo. Parla poco, e quando lo fa si perde in labirinti di frasi sconnesse. Leggi

In Puglia braccianti e caporali lavorano per uscire dall’illegalità

Abu Sow si è stufato di lavorare nei campi. “Non ha più senso raccogliere i pomodori per quattro soldi. Bisogna cambiare”. Alto quasi due metri, magro come un chiodo, questo senegalese sulla cinquantina ha un sorriso discreto e lineamenti asciutti. E ha capito che l’aria è cambiata per chi sfrutta i migranti. Leggi

I bambini sbarcati dall’Egitto segnano la nuova rotta dei migranti

Dopo alcuni sporadici arrivi nel mese di aprile, lo sbarco del 13 maggio è la certificazione definitiva della ripresa di quella che sembra essere la nuova rotta della prossima estate: quella che dalle coste vicine ad Alessandria punta verso la Sicilia. Leggi

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Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia è come una cipolla

I reportage di Welcome to Italy vogliono fornire strumenti di informazione sull’accoglienza, facendola raccontare in prima persona da chi è nel sistema – migranti, operatori, forze di sicurezza – per contribuire a un dibattito troppo dominato dalla paura e da slogan allarmistici. Leggi

Uno studio dimostra che con la fine di Mare nostrum muoiono più migranti

A un anno esatto dal naufragio del 18 aprile 2015, costato la vita a circa 800 migranti, uno studio approfondito ricostruisce i fatti e getta una luce sinistra sulle istituzioni europee – in particolare su Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue. Leggi

L’accordo tra Europa e Turchia riporta i siriani in Italia

Uno degli effetti collaterali dell’accordo tra Turchia e Unione europea sui profughi è che molti siriani proveranno a raggiungere l’Italia dall’Egitto, una rotta che è considerata molto più pericolosa e che probabilmente provocherà più morti in mare. Leggi

L’accordo tra Europa e Turchia sui migranti è miope e ipocrita

L’intesa siglata tra Ankara e Bruxelles si propone di porre fine a queste pratiche, in modo da “offrire ai migranti un’alternativa al mettere a rischio la propria vita”. L’intenzione è encomiabile, ma l’alternativa proposta dall’Ue non è particolarmente allettante. Perché si riduce a un’unica opzione: restare in Turchia. Leggi

La guerra silenziosa contro i braccianti nel sud Italia 

Talla Seck era un uomo senegalese di 56 anni. È morto il 3 febbraio in una tendopoli vicino ad Andria, ucciso dalle esalazioni di monossido di carbonio provenienti dalla sua stufa a carbone improvvisata. Lavorava a giornata nella raccolta delle olive e viveva in quella baraccopoli. Leggi

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