Stefano Liberti

È un giornalista italiano. Ha scritto I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta (Minimum fax 2016). Con Andrea Segre ha girato Mare chiuso (2012). È su Twitter: @abutiago

Il prezzo occulto del cibo a basso costo

Quando compriamo un prodotto come le zucchine o i ravanelli a pochi euro stiamo contribuendo a un sistema fatto di sussidi di disoccupazione illeciti, finti braccianti, controlli aggirati. Leggi

La soia alla conquista del mondo

È il mangime più usato negli allevamenti e sta rivoluzionando il business alimentare globale. Il documentario Soyalism di Enrico Parenti e Stefano Liberti. Leggi

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La lotta dei discendenti degli schiavi in Brasile

Denunciano una storia di oppressione che pochi conoscono e rivendicano le terre dove hanno vissuto i loro antenati. Mettendo in discussione il potere dei latifondisti. Leggi

La morte dei braccianti riguarda tutti noi consumatori

Il doppio incidente nel foggiano, che ha visto la morte di sedici lavoratori in tre giorni, fa risalire agli onori delle cronache il tema del lavoro in agricoltura. Ma anche sul costo reale del cibo a basso prezzo. Leggi

I discount mettono all’asta l’agricoltura italiana

Eurospin ha organizzato un’asta online per comprare 20 milioni di bottiglie di passata di pomodoro. Ha vinto chi ha offerto il prezzo più basso. Hanno perso sia i consumatori sia i lavoratori. Leggi

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La vittoria dei contadini del Mozambico contro l’impero della soia

Nel 2011 il paese africano ha lanciato un piano agroindustriale per convertire milioni di ettari di terra in monocolture da esportazione. I contadini si sono mobilitati contro il progetto. E hanno vinto. Leggi

L’azienda accusata di caporalato rifornisce una multinazionale

Una multinazionale britannica ha concluso contratti di fornitura con l’azienda agricola di Rita De Rubertis a Nardò, dove il 20 luglio 2015 è morto il lavoratore sudanese Abdullah Muhamed. Leggi

La morte di un bracciante chiama in causa Cirio e Mutti

Abdullah Muhamed è morto in un campo di Nardò nel 2015. Ora un’inchiesta svela che i pomodori che stava raccogliendo erano destinati a due marchi leader del mercato. Leggi

Chi paga il conto per le banane equosolidali

Un terzo delle banane del circuito fair trade consumate in Italia arriva dalla Repubblica Dominicana, dove i lavoratori sono pagati cinque dollari al giorno. Leggi

Storia del concentrato di pomodoro prodotto in Cina e venduto come italiano

Lo Xinjiang, in Cina, è tappezzato di terreni dove si coltiva uno degli ortaggi più consumati al mondo: il pomodoro. Una produzione destinata non al consumo interno, ma all’esportazione. Dopo opportuna rilavorazione, finirà nel ketchup della Heinz, o in concentrati e sughi pronti prodotti da marchi italiani. Leggi

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Con le aste online i supermercati rovinano gli agricoltori

“È come giocare alla slot machine”. Seduto di fronte al suo computer, Francesco Franzese batte freneticamente sui tasti simulando il gioco al quale si è trovato a partecipare suo malgrado. Trentasette anni, amministratore delegato del gruppo che produce i pelati e la passata La Fiammante, ha il dente avvelenato contro una prassi che si sta sempre più affermando tra gli operatori della grande distribuzione organizzata (gdo): quella delle aste online al doppio ribasso. Leggi

Come il supermercato è diventato un’industria

La marca del distributore, ovvero il prodotto con il logo del supermercato, è in crescita inarrestabile. Da un alto permette prezzi di vendita più bassi, dall’altro rischia di creare un’omologazione verso il basso, alle lunghe dannosa per l’agricoltura, l’industria e per gli stessi consumatori. Leggi

Supermercati, il grande inganno del sottocosto

La scritta campeggia ben visibile all’entrata del supermercato: “Sottocosto”. Passata di pomodoro a 0,49 euro, pacchi di pasta a 0,39, confezioni di tonno da quattro a 1,99 euro. Il locale è quello di una grande catena, a Roma. La promozione è simile a quelle delle aziende concorrenti in tutta Italia. Leggi

La carne che costa poco ha un prezzo altissimo per animali e lavoratori

I capannoni dove gli animali sono rinchiusi, fatti ingrassare, trattati con antibiotici per evitare che si ammalino, infine inviati alla macellazione, sono qualcosa che nessuno vuole vedere. L’indagine dell’associazione Essere animali è la più completa mai condotta in Italia. Leggi

I signori del cibo: chi decide cosa arriva sulla nostra tavola

“Pochi grandi gruppi controllano la produzione, la commercializzazione e la distribuzione di quello che mangiamo”. Stefano Liberti, autore del libro I signori del cibo, ha seguito la filiera di quattro prodotti per scoprire come si sta trasformando il mercato alimentare globale. Leggi

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La legge sul caporalato è il primo passo contro la filiera sporca del cibo

L’approvazione in pochi mesi della legge sul caporalato è senz’altro una buona notizia, ma non sufficiente per eliminare in maniera definitiva lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Leggi

Bisogna andare oltre l’asilo per superare l’emergenza dei migranti

In Italia tutti i migranti che arrivano via mare sono immessi nel sistema di richiesta d’asilo, che è al momento l’unico modo per rimanere legalmente in Italia. Così anche chi viene solo in cerca di condizioni di vita e di lavoro migliori non ha altra scelta che inserirsi in questo percorso lunghissimo, incerto e dispendioso. Una situazione che non giova né ai migranti né al paese. Leggi

Il fallimento delle quote rosa nel parlamento afgano

“In quindici anni i progressi sono stati enormi. Le quote rosa in parlamento, quattro ministre, tante donne attive nella società civile”. Se paragona l’Afghanistan di oggi a quello dei taliban, Freshta Karimi non ha dubbi. “La strada è accidentata, ma la direzione è quella giusta”. Leggi

Le giornaliste afgane in prima linea contro l’oscurantismo

Sediqa Sherzai ricorda bene quella mattina di un anno fa quando la sua Radio Roshani ha smesso di esistere. Era il 28 settembre 2015: i taliban avevano attaccato Kunduz, la città dove vive nel nord dell’Afghanistan. Oggi Sherzai lavora in incognito ed è una delle 2.500 giornaliste impegnate a dare voce alle donne afgane e ai loro sforzi di emancipazione. Leggi

Le calciatrici afgane sfidano sul campo i taliban e i pregiudizi

L’appuntamento è fissato per le cinque e mezzo del mattino. “Ci alleniamo di buon’ora, per evitare il caldo e non dare troppo nell’occhio”, dice la capitana Sabrina Nawrozi. “E poi perché”, aggiunge con tono rassegnato, “le altre ore sono riservate ai maschi”. Leggi

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