Già i numeri danno le vertigini: 130 opere, 59 compositori, 19 pianisti, 21 direttori d’orchestra, 14 orchestre. È la prima metà di un progetto tanto audace quanto apparentemente folle. È cominciato nel 1991, quando la casa discografica britannica Hyperion ha contattato un po’ di pianisti per spiegargli la sua idea: registrare dei concerti per piano scritti per i virtuosi dell’ottocento, lavori apprezzati quando uscirono ma poi dimenticati. L’operazione ha reso necessario un lungo lavoro di scavo in molte biblioteche in cerca di partiture improbabili; trovare le parti per l’orchestra non è stato meno complicato, tra conservatori, editori e archivi vari. Lo straordinario risultato è la serie The romantic piano concerto, della quale la Hyperion raccoglie qui la prima metà. Impossibile elencare i dischi nel dettaglio. Il primo è del 1991, con i concerti di Paderewski e Moszkowski suonati da Piers Lane; Stephen Hough comincia con gli sbalorditivi concerti di Scharwenka e Sauer; Marc-André Hamelin offre concerti di Henselt, Korngold e Joseph Marx; Nikolaj Demidenko due di Medtner. La metà di queste opere ha ricevuto qui la sua prima registrazione. Le note di copertina originali sono tutte online.
Bertrand Boissard, Diapason
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Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati