Nel 2018 Kegham Djeghalian Jr ha ricevuto dal padre tre scatole rosse che erano nascoste in fondo a un armadio nella loro casa al Cairo. Contenevano negativi, documenti, cartoline e ricordi di famiglia: un archivio che restituiva una memoria visiva della Striscia di Gaza, in Palestina, dove il nonno nel 1944 aveva fondato Photo Kegham, il primo studio fotografico della città di Gaza, in cui lavorò per quasi quarant’anni.
Si chiamava come lui, Kegham Djeghalian (1915-1981), ed era sopravvissuto al genocidio armeno. Le sue fotografie in bianco e nero raccontano la vita quotidiana di un luogo che oggi si conosce solo attraverso immagini di guerra e distruzione. Una famiglia durante un picnic in spiaggia; una festa in maschera; una bambina che sfoglia una rivista. Nel corso della sua carriera Djeghalian fotografò matrimoni, feste e famiglie, ma documentò anche le visite di Che Guevara e Simone de Beauvoir. “Appena mio nonno capiva che stava per succedere qualcosa di importante in Palestina, andava lì”, racconta il nipote, che è un artista visivo e direttore artistico.
Dopo il ritrovamento delle scatole, Djeghalian Jr ha avviato un lungo lavoro di catalogazione e studio dell’archivio del nonno. Per anni aveva conosciuto quelle foto solo attraverso i racconti di famiglia.
Ora quelle immagini sono state raccolte nella mostra itinerante Photo Kegham de Gaza: une archive inachevable, che sarà al Centre photographique di Marsiglia, in Francia, fino al 12 settembre. L’esposizione è stata concepita come un archivio “aperto”: le foto sono volutamente prive di date e didascalie perché invitano il pubblico a osservare la vita quotidiana di Gaza senza essere influenzati dagli eventi politici dell’epoca e di oggi. “In un territorio così profondamente segnato dalla storia, ho preferito lasciare che le immagini parlassero prima di tutto della loro dimensione umana”, ha detto Djeghalian Jr. ◆
◆ La mostra **Photo Kegham de Gaza: une archive inachevable **è visitabile fino al 12 settembre al Centre photographique di Marsiglia, in Francia. È divisa in quattro sezioni: Le studio, dedicata a Photo Kegham come luogo di incontro, socialità e integrazione; Gaza memento, che raccoglie immagini della vita sociale e politica degli abitanti della città; Album de famille, in cui s’intrecciano la memoria intima e la storia collettiva; e Zoom call, che riflette sulla circolazione, la perdita e la trasmissione delle immagini. Il curatore, Kegham Djeghalian Jr è un artista visivo palestinese-armeno, direttore artistico, che vive tra Il Cairo e Parigi.
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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 64. Compra questo numero | Abbonati