Negli ultimi due anni un misterioso collettivo artistico ha fatto più di una decina di installazioni che prendono in giro il presidente Donald Trump e la sua amministrazione. Lunedì 28 settembre ha colpito ancora, nel National mall di Washington, stavolta con un tocco internazionale.

Il gruppo, chiamato Secret Handshake, ha creato Operation Epic furious: Nuuk ’em all, un videogioco satirico installato su tre postazioni vecchio stile messe sotto la cupola del memoriale della prima guerra mondiale a Washington, vicino alla Lincoln memorial reflecting pool, in fase di ristrutturazione (il nome del gioco richiama l’operazione Epic fury contro l’Iran, e usa il nome della capitale della Groenlandia, Nuuk, come il verbo inglese nuke, “bombardare con una testata nucleare”).

Secondo un comunicato stampa inviato da Secret Handshake, il gioco “trasforma tutte le recenti ambizioni di Trump sulla Groenlandia in una folle avventura artica”. Il presidente “combatte cattivi inimmaginabili come i ‘Bambini vaccinati’, gli ‘Yeti woke’ e il popolo più felice della terra, i danesi. La sfida più grande del giocatore è cercare contemporaneamente di non far addormentare il presidente Trump”.

La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly lunedì ha risposto all’installazione con una email: “Questi ‘artisti’ senza talento dovrebbero limitarsi alla loro brutta ‘arte’ senza voler dire la loro sulla politica estera, di cui chiaramente non sanno nulla”.

Una quarta postazione per giocare a Operation Epic furious: Nuuk ’em all pare sia stata installata a Nuuk durante il fine settimana, a giudicare da alcune foto pubblicate sull’account Instagram di Secret Handshake. Le immagini mostrano una console su una collina affacciata sulla città costiera.

I rappresentanti del governo della Groenlandia a Washington non hanno voluto commentare l’installazione.

Un’installazione sorprendente

Le quattro postazioni prendono di mira la linea dell’amministrazione Trump nei rapporti degli Stati Uniti con la Groenlandia. Sono decorate con caricature di Trump e altre persone dell’amministrazione, come il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore dell’Fbi Kash Patel e il segretario alla salute e ai servizi umani Robert F. Kennedy Jr.

Ci sono anche disegni di pinguini che indossano cinture portamunizioni e toppe con la bandiera statunitense, oltre a una mappa della Groenlandia con dei nomi inventati su cui compare una vasta area indicata come “futuro campo da golf”.

Inoltre ci sono varie frasi di Trump, come “Quel territorio è nostro. Chiediamo solo di ottenere la Groenlandia”, e “Abbiamo davvero tanto bisogno della Groenlandia. In un modo o nell’altro, la avremo”.

Lunedì mattina alcuni visitatori hanno notato i videogiochi. Shantha Tellambura, 62 anni, e sua moglie, turisti provenienti dall’Australia al loro primo giorno a Washington, sono rimasti sorpresi di vedere l’installazione in un luogo pubblico.

“Credo sia molto interessante e significa che c’è libertà di espressione”, ha detto Tellambura. “È importante che le persone comuni possano esprimere le loro opinioni”.

Il messaggio trasmesso dall’opera, ha spiegato, è necessario: “Stiamo andando verso un’epoca difficile, soprattutto per la possibilità di una guerra nucleare”.

Nelle interviste telefoniche con il Washington Post gli artisti di Secret Handshake si sono rifiutati di dare informazioni sulla loro identità. In passato il gruppo aveva già fatto installazioni che criticavano Trump in varie zone di Washington.

Tra queste, una statua di Trump e Jeffrey Epstein che si stringono la mano, un finto tributo a Trump dei leader autoritari di vari paesi del mondo e una riproduzione della scrivania dell’ex presidente della camera Nancy Pelosi (del Partito democratico) con sopra un mucchio di escrementi finti, un’allusione ai fatti del 6 gennaio 2021, quando dei manifestanti violenti hanno tentato di rovesciare il risultato delle elezioni dell’anno prima occupando il congresso degli Stati Uniti.

A maggio il gruppo aveva installato il suo primo progetto in forma di videogioco, si chiamava Operation Epic furious: strait to hell e attaccava la guerra in Iran (con un gioco di parole fra straight to hell, “dritto all’inferno”, e strait, “stretto”, allusione allo stretto di Hormuz).

In passato le installazioni del collettivo, tutte autorizzate con un permesso di esposizione temporanea del servizio dei parchi nazionali, erano state posizionate in punti molto in vista del Mall, in un caso anche con affaccio diretto sul lato occidentale del campidoglio di Washington. Alcune opere sono state installate anche a Filadelfia e Portland, in Oregon. ◆

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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