Kahn propone un film intenso e tipicamente francese: uno studio realista su un istituto, in questo caso una struttura psichiatrica per adolescenti. La compassione per le ragazze e i ragazzi rinchiusi lì si alterna a un’analisi forense fredda e dettagliata. Al centro della vicenda c’è una sorta di triangolo amoroso che coinvolge Lucia, una ragazza ribelle e sessualmente disinibita, Eloïse, vittima di abusi, più riservata e passiva, ed Enzo, un diciassettenne che ha accoltellato un assistente sociale. Un tentativo di fuga innesca l’atto finale, che sfida i canoni del genere e regala a Eloïse un finale di grande impatto. Un film sentito e di alto livello morale. Peter Bradshaw, The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 77. Compra questo numero | Abbonati