Mentre all’Onu si accumulano prove di crimini commessi dalla giunta militare birmana – bombardamenti sui civili, torture, coscrizione forzata, detenzioni arbitrarie e persecuzioni dei rohingya –, alcuni paesi dell’Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean) stanno normalizzando i rapporti con il generale Min Aung Hlaing ( nella foto a sinistra ). Il leader golpista è stato ricevuto con tutti gli onori in Vietnam, dove ha rafforzato la cooperazione militare, e sarà accolto in Cambogia l’11 settembre. “L’Asean continua a escluderlo dai vertici, ma gli incontri bilaterali rischiano di conferirgli legittimità”, scrive Asia Times. “I paesi dell’Asean che vogliono preservare una qualche credibilità del Consenso in cinque punti (il documento adottato dall’organizzazione nei confronti del regime birmano dopo il golpe nel 2021) dovrebbero dire a quali condizioni mantengono rapporti bilaterali con il generale: il silenzio trasforma il ‘pragmatismo’ in riabilitazione. Vietnam e Cambogia possono dover discutere con Naypyidaw di confini, immigrazione e crimine organizzato. Ma devono chiarire cosa chiedono e che succede se non lo ottengono”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati