Il 1 settembre a Tokyo si è tenuta una cerimonia per commemorare le vittime coreane del linciaggio xenofobo scatenato dopo il grande terremoto del Kantō nel 1923. Subito dopo il sisma di magnitudo 8, che devastò la capitale e gran parte della regione circostante, cominciarono a circolare voci false che accusavano i cittadini coreani di atti di sciacallaggio e altri crimini. Centinaia di gruppi di volontari armati cominciarono a fare ronde per la regione per prevenire roghi e furti. Molti presero di mira i coreani, i cinesi e gli okinawani. Si stima che le vittime di quello che è noto come “massacro del Kantō” furono migliaia. Ogni anno questa cerimonia è un’occasione per far conoscere ai giapponesi un episodio della storia del paese spesso taciuto, scrive il Tokyo Shimbun. Anche quest’anno la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, non ha inviato un messaggio di cordoglio alla cerimonia, ribadendo che le sue preghiere vanno a “tutte” le vittime del terremoto, senza fare distinzione tra il sisma e il massacro razzista che ne è seguito.
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati