Una protesta di nativi a Brasília, 12 marzo 2025  (Mateus Bonomi, Anadolu/Getty)

“Secondo il rapporto dell’ong Global witness pubblicato a metà settembre, nel 2025 nel mondo sono stati uccisi 124 attivisti per l’ambiente, uno ogni tre giorni”, scrive il Guardian. La regione più pericolosa è stata di nuovo l’America Latina, dove è stato registrato l’85 per cento degli omicidi. Il paese che meno protegge chi difende la foresta, gli ecosistemi e le comunità native è stato la Colombia, con 39 uccisioni, seguito dal Brasile, con 26, e dall’Honduras con 12. Il dato positivo è che gli omicidi sono diminuiti rispetto al 2024, quando l’ong ne aveva documentati 142. Quasi tre quarti degli omicidi avvenuti nel 2025 sono stati di indigeni o piccoli agricoltori presi di mira perché difendevano le loro terre. Il rapporto sottolinea che l’aumento della criminalità organizzata è andato di pari passo con la diminuzione dell’assistenza della comunità internazionale, in parte a causa della decisione degli Stati Uniti di smantellare l’Usaid, l’agenzia per lo sviluppo internazionale.◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati