Il 20 settembre sette gruppi di opposizione e movimenti armati etiopi hanno annunciato la formazione di un’alleanza, la Coalizione delle forze popolari etiopi per la sopravvivenza, con l’obiettivo di rovesciare il governo guidato dal Partito della prosperità del primo ministro Abiy Ahmed (nella foto) e di istituirne uno di transizione inclusivo, scrive Addis Standard. La coalizione comprende i ribelli del Movimento nazionale amhara fano, dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) e del Fronte popolare di liberazione del Tigrai (Tplf). Secondo loro il governo di Abyi è “un regime dittatoriale, personalistico e genocida”, che rischia di far disintegrare il paese di 139 milioni di abitanti. Il 23 settembre il governo e il Tplf si sono accusati a vicenda di aver ripreso le ostilità. Secondo l’Afp, le forze tigrine hanno preso il controllo dell’aeroporto di Mekelle e si sono scontrate con l’esercito governativo nella vicina regione di Afar, facendo temere il ritorno alla guerra.
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati