Etiopia

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L’Etiopia ha esteso lo stato di emergenza di altri quattro mesi.
L’Etiopia ha esteso lo stato di emergenza di altri quattro mesi. Dichiarato il 10 ottobre 2016 per via delle proteste contro il governo, doveva durare sei mesi ma il parlamento ha deciso di prolungarlo. Era stato deciso dopo le manifestazioni dei gruppi etnici oromo e amhara, che costituiscono il 60 per cento della popolazione, contro la minoranza tigrina, che guida il governo. Il 2 ottobre 2016 cinquantotto persone erano morte in uno scontro tra polizia e manifestanti a Bishoftu, a 40 chilometri dalla capitale Addis Abeba.
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Sale a 113 il numero delle vittime della frana in una discarica in Etiopia.
Sale a 113 il numero delle vittime della frana in una discarica in Etiopia. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta dall’11 marzo, quando una grossa frana ha travolto circa trenta abitazioni di fortuna nella discarica di Koshe, nella capitale Addis Abeba. Al momento dell’incidente erano presenti 150 persone, quindi il bilancio potrebbe salire ancora. Circa 350 persone sono state allontanate dall’area.
Sale a 65 il numero delle vittime della frana in una discarica in Etiopia.
Sale a 65 il numero delle vittime della frana in una discarica in Etiopia. L’11 marzo una grossa frana ha travolto circa trenta abitazioni di fortuna nella discarica di Koshe, nella capitale Addis Abeba. Il bilancio è destinato a salire e secondo i testimoni al momento erano presenti circa 150 persone. I soccorritori sono ancora alla ricerca dei dispersi. Le autorità della capitale avevano già fatto alcuni appelli alle persone che vivevano nei pressi della discarica per convincerle a spostarsi.
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Almeno 35 morti in una frana in una discarica di Addis Abeba, in Etiopia.
Almeno 35 morti in una frana in una discarica di Addis Abeba, in Etiopia. Almeno trentacinque persone sono morte e altre ventotto sono rimaste ferite in una grossa frana nella discarica di Koshe, nella periferia della capitale etiope. La frana è avvenuta la sera dell’11 marzo e ha travolto una trentina di abitazioni di fortuna all’interno della discarica. Il portavoce del comune di Addis Abeba ha detto che il numero delle vittime potrebbe salire ancora.
Inferno di sale

Nel corno d’Africa, nel triangolo compreso tra lo stato di Gibuti e parte dell’Eritrea e dell’Etiopia, si allarga la cosiddetta depressione della Dancalia, un territorio quasi 200 metri sotto il livello del mare. Una volta sommerso dal mare, oggi è un deserto di sale dove le temperature variano dai 25 ai 50 gradi. Leggi

Ritorno alla terra promessa

Sciasciamanna è una città nella regione di Oromia, in Etiopia. Si trova a circa quattro ore di distanza dalla capitale Addis Abeba. Nel 1948 l’imperatore Haile Selassie donò cinquecento acri della sue terre ai seguaci del movimento rastafari e ad altre persone, che si trasferirono qui. Leggi

Sotto il sole dell’Etiopia
Le aziende italiane in Etiopia fanno affari dove la popolazione è repressa

Notizie contraddittorie trapelano dall’Etiopia. È uno dei “casi di successo” dell’economia mondiale, o almeno così è descritta. Ma nell’estate aveva fatto notizia anche il gesto di protesta di un atleta etiopico alle olimpiadi. L’Etiopia è anche un paese dove giornalisti e blogger finiscono imprigionati, dove le proteste sono soffocate nel sangue. E l’Italia è uno dei paesi che fornisce più fondi di aiuto ad Addis Abeba. Leggi

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Almeno 1.600 arresti in Etiopia nel giro di vite contro le proteste antigovernative
Almeno 1.600 arresti in Etiopia nel giro di vite contro le proteste antigovernative. Dal 17 ottobre, scrive la Bbc, le autorità di Addis Abeba hanno ordinato l’arresto di mille persone vicino alla capitale e di altre seicento nelle regioni Oromia e Amhara, dove nelle ultime settimane ci sono state manifestazioni contro il governo. Gli arresti rientrano nel tentativo di riportare la situazione sotto controllo dopo la proclamazione dello stato d’emergenza per sei mesi. In base alle misure speciali, la polizia può arrestare un sospetto senza mandato e trattenerlo per tutta la durata dello stato d’emergenza.
L’Etiopia accusa l’Egitto e l’Eritrea di alimentare le proteste contro Addis Abeba.
L’Etiopia accusa l’Egitto e l’Eritrea di alimentare le proteste contro Addis Abeba. Le manifestazioni hanno spinto il governo di Addis Abeba a proclamare lo stato d’emergenza per sei mesi. Il ministro delle comunicazioni etiope Getachew Reda ha dichiarato: “Ci sono paesi direttamente coinvolti nell’armare, finanziare e addestrare questi elementi”. Getachew si riferiva ai manifestanti oromo e amhara, che protestano contro la marginalizzazione dei rappresentanti di questi gruppi.
L’Etiopia accusa i paesi stranieri per le proteste nel paese.
L’Etiopia accusa i paesi stranieri per le proteste nel paese. Il ministero dell’informazione ha dichiarato che l’Egitto e l’Eritrea hanno alimentato le proteste contro il governo, che hanno spinto l’esecutivo a dichiarare lo stato d’emergenza nel paese. Le violenze sono aumentate dall’inizio del mese, quando almeno 55 persone sono rimaste uccise nella calca durante un festival religioso. Da mesi i gruppi etnici oromo e amhara, che insieme costituiscono il 60 per cento della popolazione, protestano contro il governo, che è in mano alla minoranza tigrina.
In Etiopia le minoranze si uniscono nelle proteste contro il governo

Le manifestazioni delle popolazioni oromo e amhara denunciano la repressione del governo di Addis Abeba. Svelando che la propaganda sulle divisioni etniche è solo una montatura. Leggi

L’Etiopia dichiara lo stato di emergenza dopo l’aumento delle proteste.
L’Etiopia dichiara lo stato di emergenza dopo l’aumento delle proteste. I gruppi etnici oromo e amhara, che insieme costituiscono il 60 per cento della popolazione, protestano da mesi contro il governo, che è in mano alla minoranza tigrina. Lo scorso 2 ottobre cinquantotto persone sono morte in uno scontro tra polizia e manifestanti a Bishoftu, a 40 chilometri dalla capitale Addis Abeba. Lo stato di emergenza durerà sei mesi.
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L’Etiopia inaugura la prima linea ferroviaria elettrica del continente
L’Etiopia inaugura la prima linea ferroviaria elettrica del continente. Il treno collegherà Addis Abeba e Gibuti, un tragitto lungo 750 chilometri. Il progetto è stato finanziato e realizzato dalla Cina. In poco meno di dieci ore persone e merci potranno viaggiare tra la capitale etiope e il porto sul golfo di Aden. Il viaggio su strada dura invece diversi giorni.
In Etiopia la popolazione oromo chiede più rappresentanza

La morte di almeno 52 persone nella calca a un festival religioso oromo vicino ad Addis Abeba getta un’ombra sull’immagine dell’Etiopia, presentata come un paese stabile. All’origine di molti scontri c’è il forte sentimento di frustrazione degli oromo, che vivono nella parte centrale e occidentale del paese. Leggi

Almeno 58 morti nella calca a una protesta in Etiopia.
Almeno 58 morti nella calca a una protesta in Etiopia. È successo nella regione di Oromia, dopo che la polizia ha lanciato gas lacrimogeni e ha sparato colpi d’avvertimento per disperdere una protesta contro il governo. Il governo ha parlato di 52 morti, ma secondo l’opposizione le vittime sono di più. Le autorità hanno indetto tre giorni di lutto nazionale a partire dal 3 ottobre. Migliaia di persone si erano radunate per una festa religiosa a Bishoftu, a 40 chilometri dalla capitale Addis Abeba, quando sono cominciate le proteste. Da mesi in Etiopia, in particolare nelle regioni di Oromia e Amhara, ci sono scontri con le forze dell’ordine.
Cerimonia copta
Incendio in un carcere in Etiopia, almeno 23 morti.
Incendio in un carcere in Etiopia, almeno 23 morti. L’incendio è scoppiato nella prigione di Qilinto, ad Addis Abeba, un carcere di massima sicurezza dove sono stati imprigionati gli oppositori politici e i giornalisti che hanno partecipato alle proteste contro il governo scoppiate in tutto il paese nell’ultimo anno.
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