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Cucinare per gli altri ha una componente emotiva che va oltre il lato pratico e può essere un gesto di cura e ricerca di connessione, che si tratti di preparare una minestra per un familiare malato, organizzare la cena per il partner dopo una lunga giornata o portare una lasagna a un’amica in difficoltà. Una ricerca pubblicata su Applied Psychology esplora il concetto di “cucina prosociale”, ovvero l’atto intenzionale di preparare da mangiare per far star bene altre persone. Secondo lo studio, quando le persone cucinano per i loro cari si sentono più felici e provano una maggiore vitalità e autostima. Il beneficio deriva dalla sensazione di fare qualcosa di significativo per gli altri. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati