Cézanne è “colui che dipinge”, come diceva Renoir, e nous (noi) sono tutti gli artisti che dal 1880 a oggi si sono ispirati a lui. Cézanne è la miniera d’oro, noi siamo i cercatori e le pepite di Cézanne sono disseminate lungo il fiume delle pareti, accanto alle opere che se ne appropriano, le interpretano, le amplificano. Ci sono sale tematiche, come quella del mercante Ambroise Vollard, quella dei ritratti, quella dei bagnanti (che non poteva mancare), quella dei paesaggi e così via. Cézanne dipingeva, cantava France Gall, gli altri seguono. La femme à la cafetière (1895 circa), il petto affusolato dentro un abito a lunghi rombi, il volto segnato e ammaccato, attraversa tutte le vite e tutte le età. Il quadro è accanto al ritratto di Auguste Pellerin, dipinto nel 1917 da Matisse. Le baigneur del 1885 è un ragazzone pensieroso. Cammina in mutande tra cielo e terra, lavati da potenti colpi di pennello. Di fronte, una splendida composizione fotografica di Wolfgang Tillmans (2021), con una cartolina che riproduce il quadro appoggiata su un recipiente, condivide con Cézanne la vitalità e un calore austero nato dall’accostamento delle forme. Libération
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati