Questa raccolta è il frutto delle ricerche condotte da Susan Tomes per un suo libro dedicato alle pianiste nel corso della storia. Come ha scoperto l’autrice, molte di loro componevano anche musica, brevi brani destinati ai salotti e alle cerchie domestiche a cui erano spesso confinate. Alcune delle dodici donne qui presentate sono famose, ma molte vi saranno nuove. Un esempio è Marianne Martínez, che riceveva lezioni in cambio dell’affitto dall’inquilino di famiglia, Haydn: la sua sonata in la maggiore ha lo splendore di Scarlatti. Marianna von Auenbrugger morì a 23 anni, ma fu allieva di Salieri, che finanziò la pubblicazione della sua mozartiana sonata in mi bemolle maggiore. La musica di Clara Schumann, Fanny Mendelssohn e Cécile Chaminade non ha bisogno di presentazioni, ma vale la pena di conoscere la virtuosa polacca Maria Agata Szymanowska, il cui Caprice sur la romance de Joconde fu dedicato al suo vicino di casa a San Pietroburgo, John Field. O la pianista venezuelana Teresa Carreño, il cui Un bal en rêve ricorda Happy birthday, che arrivò un quarto di secolo dopo. L’album non sarebbe così bello se non fosse per Tomes: il suo tocco poetico e sensibile offre a questa musica raffinata la possibilità di esprimersi al meglio.
Clive Paget, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati