Il 19 ottobre 2026 la polizia israeliana ha arrestato dieci persone sospettate di essere coinvolte negli attacchi commessi nei giorni precedenti nella Cisgiordania occupata. Il 16 ottobre un gruppo di coloni ha aggredito Heidi Levine, fotogiornalista del Washington Post che stava facendo un reportage nel villaggio di Abu Falah, causandole gravi ferite. Il giorno dopo altri coloni mascherati hanno attaccato un convoglio di diplomatici europei in visita al villaggio cristiano di Taybeh, ferendo leggermente un sindaco francese. I due casi hanno sollevato le critiche della comunità internazionale. The New Arab sottolinea che l’impegno a individuare i responsabili delle violenze “si scontra con una lunga storia di impunità per gli israeliani che aggrediscono i palestinesi e i loro beni in Cis­giordania, il che fa sorgere dubbi sul fatto che gli arresti porteranno a procedimenti penali”. Il quotidiano panarabo riferisce la denuncia dell’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din, secondo cui “la violenza dei coloni contribuisce ad ampliare il controllo israeliano sul territorio palestinese intimidendo gli abitanti e costringendoli ad abbandonare le loro comunità”.

Gli attacchi si sono intensificati durante la stagione della raccolta delle olive che, ricorda Middle East Monitor, è cominciata all’inizio di ottobre e rappresenta una fonte di reddito fondamentale per migliaia di famiglie palestinesi. Sullo sfondo ci sono anche le elezioni israeliane del 27 ottobre, in cui il primo ministro Benjamin Netanyahu potrebbe perdere la maggioranza. “L’ombra delle elezioni” secondo il Jerusalem Post, spiega la risposta vaga di Netanyahu, che ha condannato le violenze in linea di principio mettendo però in dubbio come si sono svolti i fatti. Netanyahu, scrive il quotidiano israeliano “ha diverse audience da soddisfare”: l’alleato statunitense, i partner di estrema destra nel governo e l’opinione pubblica israeliana “indignata alla vista di ebrei mascherati che si avventano sui civili con le mazze”. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati