Soldati salvadoregni a Port-au-Prince, 30 ottobre (Clarens Siffroy, Afp/Getty)

Dopo il presunto rapimento il 18 ottobre di quattro tecnici dell’aviazione salvadoregni in una zona della capitale haitiana Port-au-Prince controllata dalle bande criminali, alla fine del mese il presidente populista del Salvador Nayib Bukele ha inviato nel paese caraibico 2.500 soldati, “trasformando la missione di salvataggio in un’operazione militare su vasta scala”, scrive il sito El Faro. I quattro salvadoregni facevano parte della Gang suppression force, una forza internazionale di polizia approvata a giugno dalle Nazioni Unite e sostenuta da Washington per combattere la violenza delle bande criminali. Secondo il quotidiano Miami Herald, “questo dispiegamento militare, unito al silenzio dei funzionari haitiani, suscita preoccupazioni sulla portata della missione, sulla sua legittimità giuridica, sulle sue implicazioni per la sicurezza di Haiti e sulla risposta internazionale alla crisi della sicurezza nel paese. Inoltre solleva dubbi sulla sovranità di Haiti, visto che Bukele ha mandato le truppe senza aver prima raggiunto un accordo con le autorità haitiane”. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati