Alle elezioni del 3 novembre 2026 i democratici hanno vinto anche in collegi ridisegnati per favorire i repubblicani. Come racconta il Guardian, i successi in Florida, Alabama, North Carolina e Texas hanno ridimensionato i vantaggi cercati da Donald Trump con il gerrymandering, la modifica dei confini dei collegi elettorali fatta per ridurre l’influenza di alcuni gruppi di elettori. In Florida i democratici hanno conquistato almeno tre dei quattro seggi che le nuove mappe avrebbero dovuto consegnare alla destra.

Tra i segnali della perdita di consensi dei repubblicani c’è il voto degli elettori di origine latinoamericana. Secondo un sondaggio dell’Associated Press condotto prima e dopo il voto, circa sei elettori ispanici su dieci hanno scelto i democratici alla camera e sette su dieci ritengono che Trump abbia peggiorato la situazione economica. Il presidente aveva promesso prezzi più bassi, ma il costo della vita, i dazi e la guerra in Iran hanno alimentato il malcontento. A questo si aggiungono retate che hanno colpito le comunità ispaniche. Il consenso conquistato nel 2024 si è rivelato fragile.

Questo non significa che il gerrymandering sia diventato inefficace. Come osserva il giurista di Harvard Nicholas Stephanopoulos, senza le nuove mappe i repubblicani avrebbero potuto perdere ancora più seggi. La strategia non ha fermato l’avanzata democratica, ma potrebbe averne limitato la portata. ◆

Numeri
Come hanno votato alcuni gruppi di elettori, percentuali (The New York Times)

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati