Il 2 novembre gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi sull’isola iraniana di Qeshm, nello stretto di Hormuz, definiti “limitati e difensivi”. Il giorno dopo il Qatar, mediatore nel conflitto, ha assicurato che Washington e Teheran “restano impegnate nel processo di negoziazione”, anche se un aumento delle tensioni rischia di complicarlo. In precedenza le due parti si erano mostrate ottimiste sulla ripresa dei colloqui e l’Iran si era offerto di riaprire Hormuz entro due giorni dalla revoca statunitense delle sanzioni economiche nei suoi confronti. In Iran, però, c’è il timore che la guerra possa riprendere, riferisce il sito della diaspora Iran International, e la popolazione stremata dalla crisi economica fatica a procurarsi i beni essenziali.

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati