C’è un ascoltatore al telefono. Ed Elis James, comico che conduce un podcast e un programma radiofonico, si prepara per il test decisivo della sua identità gallese. Il timer è impostato. Riuscirà James, in un massimo di sessanta secondi, in diretta radiofonica, a trovare una conoscenza in comune con l’ascoltatore gallese all’altro capo del telefono? Parte subito con la prima domanda: “Età e scuola?”.

Sa che può farcela: il Galles, una nazione orgogliosamente loquace con meno di 3,2 milioni di abitanti, è un luogo fatto di piccoli centri, grandi personalità e profondi legami culturali.

Elis James negli studi della Bbc a Londra, 22 maggio 2026  (Andrew Testa, The New York Times/Contrasto)

Grazie a questa sua trovata Elis James, che ha 45 anni ed è cresciuto in una cittadina gallese, è diventato un po’ come uno di famiglia per la gente del suo paese: è riuscito a trasformare in un gioco il tipico passatempo d’indagare su amici, insegnanti, colleghi e cugini alla ricerca di conoscenze comuni.

Quasi sempre comincia dall’età e dalla scuola, perché questo gli permette d’identificare la città d’origine (James ha una sconcertante capacità di ricordare che scuola hanno frequentato le per­sone).

Poi scandaglia le varie istituzioni comunitarie: il coro, un bar, magari il gruppo di tifosi della locale squadra di calcio. Allora comincia a snocciolare nomi dei soggetti più conosciuti del posto: il proprietario di un pub, un insegnante leggendario, un chiacchierone locale.

Il tempo scorre mentre il ticchettio dell’orologio scandisce il suo gioco.

Sorprendentemente, quasi la metà delle volte James riesce a trovare nel suo personale schedario una connessione. E sulle onde radio il mondo diventa un po’ più piccolo, mentre il conduttore e l’ascoltatore condividono i loro ricordi.

Questo è quello che succede in una giornata buona. E se invece non riesce a trovare conoscenze in comune? “Mi sento come se avessi tradito il mio paese”, dice sorridendo.

Comunque questo suo gioco ha spinto qualcuno a chiedersi se c’è una caratteristica del Galles che rende possibile questo genere di ricerche. E cosa ci rivela del modo in cui le persone si connettono.

Tutto è cominciato nel programma comico che James conduce due volte alla settimana su Bbc Radio 5. Quando telefonava qualcuno dal Galles, James si metteva a chiacchierare, spesso divagando completamente dal tema della puntata. Incredibilmente, questo fuori programma ha avuto un enorme successo tra gli ascoltatori.

La redazione del programma lo trovava assurdo, ma anche divertente. E così nel 2024 è nata la rubrica Cymru connection (che si pronuncia “kum-ri”, nome in lingua gallese del Galles, quindi “connessioni gallesi”). E il pubblico si è subito appassionato.

John Robins, il coconduttore, di solito esordisce così: “Riuscirà il nostro eroe gallese, Elis James, a trovare una conoscenza in comune con un suo conterraneo in sessanta secondi?”.

James spesso suda letteralmente per la tensione. Sa solo una cosa: che c’è un ascoltatore gallese in linea, e di solito non ne conosce nemmeno il nome. L’orologio parte. E lui attacca subito con la consueta prima domanda: “Che scuola hai fatto? E quanti anni hai?”.

All’ultimo

Un giorno chiama un ascoltatore, Sam, di 36 anni. Vive a Penarth, una piccola cittadina alla periferia di Cardiff, che è un po’ una zona d’ombra per James. Eppure, il conduttore fa subito un nome. Niente da fare. Peccato.

Allora passa agli hobby. Si va sul calcio.

Biografia

1980 Nasce a Haverfordwest, in Galles.
2002 S’iscrive all’università di Cardiff.
2005 Comincia a fare degli spettacoli di stand-up comedy.
2007 Fonda la band Heck, dove suona la chitarra. Il gruppo viene anche ospitato su Bbc Radio 6.
2019 Conduce una trasmissione su Bbc Radio 5.
2024 Crea la rubrica Cymru connection.


“Segui il Cardiff City?”. Sì.

Oh, bene! James conosce uno storico tifoso: “Conosci per caso Dan Tyte, detto Handsome (Il bello)?”. “No”.

È già trascorsa metà del tempo a disposizione. James comincia a disperarsi. Nomina un locale notturno del posto, ma non ne ricava molto, poi chiede del gestore di un campetto di calcio della zona.

Forse sì, dice l’ascoltatore.

Però non basta, dev’essere una connessione reale. Restano sei secondi, James gioca la sua ultima carta.

“Che mi dici di John Rostron, che organizza concerti a Cardiff?”.

“Sì!”.

James fa cadere la testa all’indietro, trionfante, le mani sugli occhi. A soli tre secondi dalla fine, è riuscito a portare a casa un’altra giornata senza tradire la patria. È andata piuttosto bene anche a Hand­some Dan Tyte, che in un’email ha detto: “Essere citato nella trasmissione Cymru connection mi ha fatto ricevere più messaggi dai vecchi amici che la nascita di mio figlio”.

Elis James è nato a Haverfordwest ma è cresciuto a Carmarthen, una cittadina di circa 15mila abitanti, ritenuta la più antica del Galles. Le sue case sono abbarbicate sulle rovine di un castello che probabilmente risale al 1100.

Già a quattro anni era un bravo imitatore. Sapeva fare una parodia di Margaret Thatcher e imitazioni sia in inglese sia in gallese, la lingua parlata in famiglia. Si è esibito con uno spettacolo di stand-up comedy nel festival Eisteddfod. Ha frequentato l’università a Cardiff e si è laureato in storia del Galles. Scrive di calcio gallese, occasionalmente per il Guardian, viaggia con gli amici per le partite in trasferta ed è venerato tra i tifosi più incalliti per la sua collezione di magliette vintage.

Nonostante l’amore per il suo paese, oggi vive a Londra con la moglie e i due figli, principalmente perché la capitale britannica è l’epicentro della cultura dell’intrattenimento. Anche sua moglie, Isy Suttie, è una comica.

A Londra Elis James è semplicemente un tizio qualunque. In Galles, invece, è una celebrità: quando l’autunno scorso è stato a Cardiff per seguire la partita di qualificazione ai Mondiali tra Galles e Belgio c’erano sempre persone sconosciute che lo salutavano.

Ovunque vada trova connessioni con persone gallesi. Questo, forse, l’ha imparato da sua madre, Nesta.

Poco tempo fa, racconta la donna, un uomo le aveva chiesto indicazioni in una stazione ferroviaria. Nel giro di pochi minuti erano arrivati a scambiarsi storie sui cugini di lei, che guarda caso erano amici dell’uomo. “È una cosa molto gallese, credo, avviare una conversazione con persone che non conosci”, dice ridendo. “Non credo che si tratti di essere indiscreti. È più una forma di cordialità”.

Naturalmente questo gioco non è una prerogativa gallese: alcuni irlandesi lo chiamano semplicemente “the game” (il gioco), per l’appunto. Per alcuni ebrei è “geografia ebraica”. In Nuova Zelanda è così normale farlo che un operatore telefonico ha preso spunto da questa abitudine per creare uno spot pubblicitario.

Ma forse questa ricerca di conoscenti in comune è particolarmente facile in Galles, grazie alle comunità molto affiatate e al valore attribuito alla tutela della cultura e della lingua locale.

A ottobre James ha portato il suo programma fuori degli studi radiofonici, a Swansea, la seconda città più grande del paese. In quell’occasione è riuscito a trovare conoscenti in comune con tre persone in sessanta secondi, anche se qualche volta ha stoppato l’orologio per interrogare il pubblico e non sempre riusciva a ricordare tutti i cognomi che gli servivano.

Ha cominciato con un uomo di 59 anni originario della sua città, Camarthen. La posta in gioco era alta. “Conosci Peter By-the-way?”, gli ha chiesto.

No, ha risposto l’uomo. James allora ha fermato il timer.

“Hai 59 anni e non conosci Peter By-the-way?”, ha insistito James. “Si chiama Peter e dice sempre ‘By the way”. Niente da fare.

“Questo è davvero incredibile”, ha commentato.

Poi ha fatto ripartire il conto alla rovescia. Con la domanda successiva è riuscito a trovare una conoscenza in comune.

A quel punto ha continuato, chiedendo all’uomo se sapesse chi era Simon Chunks (anche questo un soprannome): “Sua madre mette l’ananas nell’insalata”, ha aggiunto.

Anche stavolta la risposta è stata negativa. Ma non importava. I due per fortuna avevano già trovato una conoscenza in comune. ◆ fdl

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 72. Compra questo numero | Abbonati