Settembre, belle novità. Il 13 il 79º ciclo di spettacoli classici del teatro Olimpico di Vicenza comincia fuori dallo stabile palladiano, nelle botteghe storiche del centro. Cinque cadute. Piccola enciclopedia mitologica dei gesti proibiti _di Michele Mori è uno spettacolo diffuso: il pubblico, a gruppi di quindici, gira la città mappa alla mano e in ogni bottega assiste a un quarto d’ora di teatro. Abbiamo cinque miti – Narciso, Orfeo, Pandora, Icaro, Atteone – fermati nell’istante del gesto che non si doveva compiere: uno sguardo in più, un passo in più, un azzardo. Accanto agli attori, ci sono venti cittadini che hanno risposto a una chiamata popolare, ossia a un laboratorio gratuito di propedeutica teatrale sul mito. _Cinque cadute è lo spettacolo-manifesto della nuova direzione del teatro Olimpico: per la prima volta in 79 edizioni il ciclo è affidato a una compagnia del territorio, Stivalaccio Teatro, con la curatela di Federico Corona. Nata a Vicenza nel 2007 da Mori e Marco Zoppello, rifondata nel 2013 con Sara Allevi e Anna De Franceschi, Stivalaccio Teatro riscrive canovacci cinque-settecenteschi (Arlecchino muto per spavento, Don Chisciotte) in un teatro popolare e colto arrivato fino all’Off di Avignone. Seguono ai cinque miti l’_Orestea _di Carmelo Rifici e due _site specific _in Basilica Palladiana.
L’Olimpico in piazza, la piazza nell’Olimpico, il senso di un teatro seguito da un foltissimo pubblico. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati