Ernesto si è messo al riparo dietro a un muro dopo che una pietra l’aveva colpito al fianco destro. Intorno a lui, c’erano scene di panico: più di duecento studenti, tra cui molti minorenni, fuggivano dalle bombe carta, dalle molotov e dai sassi lanciati dai cosiddetti porros, gruppi di agitatori che volevano interrompere la protesta pacifica organizzata dagli studenti nel cuore dell’Università nazionale autonoma del Messico (Unam), nella capitale messicana. L’attacco è avvenuto a pochi metri dal rettorato. Le autorità non sono intervenute.
Gli scontri nella più grande università dell’America Latina hanno lasciato due studenti feriti in modo grave. Joel Meza, 21 anni, è stato accoltellato all’altezza del rene. “Continuavano a picchiarlo anche se era a terra”, racconta Diego Uriarte, l’unico fotografo presente il 3 settembre.
Gli incidenti sono cominciati davanti al rettorato. “Arrivano i porros”, ha sentito gridare Ernesto
Per capire le ragioni del conflitto scoppiato all’Unam bisogna tornare indietro di qualche settimana. L’origine delle proteste risale ad agosto, nella scuola superiore di preparazione per l’università del Colegio de ciencias y humanidades (Cch), nella zona di Azcapotzalco. Gli studenti avevano cominciato il ciclo scolastico senza professori e avevano scoperto che i murales dipinti in memoria dei 43 studenti di Ayotzinapa scomparsi nel settembre del 2014 erano stati cancellati. Alcuni docenti non si erano presentati e “altri insegnanti hanno detto che erano in anno sabbatico”, dice un ragazzo. I giovani avevano chiesto una spiegazione alla preside, María Márquez, ma dopo più di un mese non avevano ancora ricevuto risposte soddisfacenti. “Allora abbiamo deciso di lanciare una manifestazione”, spiega Ernesto, che non vuole rivelare l’età e il cognome. Alla fine di agosto Márquez si è dimessa “per contribuire alla normalizzazione delle attività accademiche”.
Il 3 settembre gli alunni del Cch hanno marciato verso la città universitaria per chiedere di fare chiarezza sul comportamento degli insegnanti e per denunciare la pressione di gruppi di agitatori vicino alle strutture dell’istituto. Alla manifestazione hanno partecipato anche altre scuole preparatorie. Gli incidenti sono cominciati davanti al rettorato. “Arrivano i porros”, ha sentito gridare Ernesto. I _ porros _sono studenti, ex studenti e persone estranee all’università che usano la violenza come arma di controllo politico, spiega Hugo Sánchez Gudiño dell’Unam.
Indifferenza
Dopo gli scontri, gli alunni dell’Unam hanno convocato uno sciopero generale e il 5 settembre hanno organizzato una manifestazione per denunciare l’indifferenza verso gli studenti colpiti, il problema dei femminicidi, delle molestie sessuali e delle aggressioni, e la negligenza del personale di vigilanza. Il rettore, Enrique Graue, ha sospeso il responsabile della sicurezza dell’università e ha aperto un’inchiesta. Poi ha espulso diciotto studenti dell’Unam identificati come _porros _e ha reso pubblici i loro nomi senza aspettare i tempi della giustizia. Il 7 settembre il ministero dell’interno ha comunicato l’arresto di due persone che avrebbero partecipato alle aggressioni. La procura di Città del Messico le ha liberate il giorno dopo perché “non sono state colte in flagranza di reato e non ci sono accuse contro di loro”.
“Studenti e professori non si sentono sicuri. Stiamo pensando a soluzioni come il coprifuoco o la difesa personale”, spiega Jael Mirón, studente di storia.
Gli studenti del Cch di Azcapotzalco, dov’è cominciato tutto, non hanno ancora sospeso lo sciopero. Invece, dopo una settimana di aule vuote e porte sprangate, l’università più importante del Messico sta lentamente tornando alla normalità. Nel campus principale non ci sono tracce degli scontri e gli slogan scritti sui muri durante la manifestazione sono stati cancellati.
La sede dell’Unam, patrimonio mondiale dell’umanità, ha nascosto le sue ferite profonde dopo averle esposte al paese durante le proteste. ◆ fr
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Questo articolo è uscito sul numero 1273 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati