La presidente del consiglio Giorgia Meloni aveva perfino partecipato a una puntata del podcast del rapper Fedez, uno dei più seguiti in Italia, per far conoscere la sua riforma della magistratura ai più giovani. Ma loro non si sono lasciati convincere: il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo ha bocciato lo stravolgimento della giustizia proposto dal governo di estrema destra guidato da Meloni.

È stato decisivo il voto delle nuove generazioni, a cui oggi la democrazia italiana deve essere molto grata.

Certo, anche se avesse vinto il sì, l’Italia non sarebbe precipitata da un giorno all’altro in una dittatura. Ma la riforma rappresentava un duro attacco alla separazione dei poteri. Com’è emerso durante la campagna per il voto, Meloni avrebbe voluto una giustizia più incline ad assecondare, con le sue sentenze, l’operato del governo. Senza contare che la vittoria del sì avrebbe dato all’esecutivo un lasciapassare per proseguire l’opera di smantellamento delle garanzie liberali, pezzo dopo pezzo.

Le italiane e gli italiani si sono opposti a tutto questo. A far sentire la loro voce sono state in particolar modo le persone con meno di 34 anni, che hanno fatto registrare un’affluenza alle urne del 61 per cento. Il no ha fatto presa tra chi fatica ad arrivare alla fine del mese con il suo stipendio, e in Italia questa categoria è rappresentata soprattutto dai giovani. Al referendum i fuori sede, soprattutto studenti che risultano ancora residenti all’indirizzo dei genitori, non hanno potuto votare nelle città dove vivono. E tanti di loro hanno dovuto fare un lungo viaggio per raggiungere il seggio.

Ma il voto del 22 e 23 marzo ha espresso anche l’insoddisfazione delle giovani generazioni per le scarse opportunità, e la loro sensazione di essere trascurate e di contare poco. Quello che è successo in Italia si osserva anche in altri contesti: se i cittadini di mezza età di solito hanno un orientamento più pragmatico e nel voto oscillano più facilmente tra la destra e la sinistra, i giovani sono più ideologici. Scelgono gli estremi, e in Italia, soprattutto tra i ragazzi, spesso ha prevalso quello di destra. Forse questa volta sono state le donne ad aver fatto la differenza.

Di certo tutti i giovani hanno manifestato interesse per la vita pubblica del paese. Ed è il caso di dirlo: è stata una fortuna. ◆ nv

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati