Bonelli ripropone in un bel cartonato a basso prezzo un titolo ingiustamente meno noto della straordinaria collana _Un uomo un’avventura _che Sergio Bonelli lanciò alla metà degli anni settanta, dove i maestri del fumetto popolare realistico italiano (ma anche alcuni sudamericani) coabitarono con autori come Hugo Pratt o Guido Crepax. Un esperimento unico ancora oggi di forte revisionismo anticoloniale per mezzo di brevi romanzi a fumetti di genere avventuroso. La vicenda immaginata da Guido Nolitta, pseudonimo di Sergio Bonelli, per i disegni di Aurelio Galleppini, creatore grafico di Tex, è un racconto dalla velocità di lettura fulminante quanto è fulminante l’ennesimo massacro gratuito di indiani (donne, vecchi, bambini) qui narrato. Il protagonista è un rapinatore di banche che si mette contro un suo vecchio amico diventato ufficiale dell’esercito che vuole la sua terrificante ora di gloria, una tarda variante del generale Custer. A rendere più forte la denuncia, e la soggiacente mesta ironia da cui è pervaso, è l’ambientazione nel 1887, quando cioè tutto era ormai finito e i nativi vinti: ma l’ossessione per la grande impresa di un tempo (l’ennesimo massacro) è più forte. Una costante negli Stati Uniti: il presidente Harry Truman, gretto quanto l’ufficiale del racconto, con la bomba su Hiroshima volle anche lui vincere contro un popolo ormai vinto.
Francesco Boille
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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati