Ci sono tanti modi per affrontare l’emergenza climatica e uno di questi è fare del buon giornalismo. Raccontare quello che succede, sempre, non solo quando le temperature diventano insopportabili. E poi elencare le ragioni di quest’emergenza e gli interventi necessari, in particolare quelli che hanno una maggiore probabilità di cambiare le cose. Quindi, per capirci, non tanto suggerire di idratarsi o di restare in casa nelle ore calde, quanto spiegare che solo liberandoci dalle energie fossili potremo sperare di cavarcela. Ogni anno il Reuters institute pubblica il Digital news report sullo stato dell’informazione, basato su interviste a campioni rappresentativi della popolazione. Quest’anno è stata introdotta una domanda sulla copertura giornalistica delle notizie climatiche. In Europa il paese in cui le persone intervistate si dicono più soddisfatte è la Finlandia, con il 31 per cento di giudizi positivi, seguita dall’Irlanda e dal Portogallo. Il paese europeo in cui invece le persone sono più scontente è l’Italia, con il 36 per cento di giudizi negativi, seguita da Spagna e Regno Unito. L’analista dei media Thomas Baekdal ha studiato questi dati anche attraverso le differenze di età, scoprendo che le persone con più di 55 anni danno un giudizio migliore della copertura giornalistica. In Italia, per esempio, in questa fascia d’età c’è il 3,2 per cento di giudizi positivi in più rispetto alla media. Mentre, sempre in Italia, tra i 18 e i 25 anni i giudizi negativi sono il 9,3 per cento in più. Baekdal si chiede se questa insoddisfazione sia una delle ragioni per cui i più giovani tendono ad abbonarsi sempre meno ai giornali. “Da molti studi sappiamo che i giovani si preoccupano del cambiamento climatico più degli anziani, proprio perché sono loro che dovranno conviverci. Colpisce, dunque, che chi si preoccupa di più percepisca una qualità dell’informazione più bassa”. Non c’è mai stato tanto bisogno di un buon giornalismo climatico, conclude Baekdal, ma la gran parte dei mezzi d’informazione non sembra all’altezza di quel bisogno. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1674 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati