Il miliardario e filantropo George Soros ha invitato l’Unione europea a risarcire l’Italia per l’arrivo di migranti sul suo territorio. Questo mentre il nuovo ministro dell’interno Matteo Salvini fautore della linea dura, sceglie provocatoriamente per il suo primo viaggio ufficiale Pozzallo, in Sicilia, uno dei principali punti d’arrivo dei migranti.
Il 2 giugno a Vicenza Salvini, leader della Lega, aveva detto che i migranti arrivati in Italia “devono prepararsi a fare le valigie”. E il giorno dopo in Sicilia, a Catania, durante un comizio ha aggiunto: “La Sicilia non può più essere il campo profughi d’Italia. Non starò fermo con le mani in mano mentre continuano gli sbarchi. Abbiamo bisogno di centri d’espulsione”.
Lo stesso giorno della visita in Sicilia almeno sessanta persone sono annegate al largo delle coste tunisine, uno dei principali punti di partenza dei migranti che cercano di raggiungere l’Italia. Il ministro della difesa tunisino ha dichiarato che altre 67 persone erano state messe in salvo dalla guardia costiera e che le operazioni di recupero sarebbero proseguite. Si pensa che a bordo dell’imbarcazione ci fossero circa 180 persone.
Dopo il giuramento del nuovo governo populista, di cui fanno parte ministri della Lega e del Movimento 5 stelle, Salvini ha ribadito la sua intenzione di rimpatriare circa 500mila migranti irregolari. I suoi progetti hanno suscitato preoccupazione tra chi si occupa di migrazioni e tra le organizzazioni umanitarie, ma sono considerati irrealistici dal momento che l’Italia non ha le risorse finanziarie per fare le espulsioni di massa.
“Sto andando in Sicilia dove è avvenuto l’ultimo sbarco”, dichiarava Salvini ai giornalisti a Vicenza. “Per i migranti irregolari è finita la pacchia”. Il ministro dell’interno ha inoltre accusato le imbarcazioni delle ong di fare gli interessi dei trafficanti, perché traggono in salvo i migranti.
Riccardo Gatti, capo missione della ong Proactiva open arms, ha detto che il suo lavoro diventerà più complicato. “Salvini non si limiterà a peggiorare il futuro delle persone che salvano vite umane in mare, ma peggiorerà anche le condizioni di vita dei migranti”, ha dichiarato. “Da quando ho cominciato a lavorare in mare, occupandomi di operazioni di soccorso, il nostro lavoro sta diventando sempre più difficile. Quel che mi preoccupa non è solo Salvini. Non dimentichiamoci di Luigi Di Maio e dei cinquestelle, che hanno definito le ong ‘taxi del mare’. Cercheranno di fermarci, sono sicuro”.
In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Soros ha scritto che l’affermazione della Lega, il principale partito di destra italiana, può essere parzialmente attribuito alle “politiche migratorie sbagliate dell’Unione europea, che hanno imposto all’Italia un onere ingiusto”.
Compensare l’Italia
Soros ha scritto che l’Unione europea si deve sobbarcare questo onere se vuole “influenzare costruttivamente” le prossime elezioni italiane, che secondo lui si terranno piuttosto presto, data la “precaria” alleanza tra i due partiti al governo.
“Fino a qualche tempo fa la gran parte dei migranti si poteva spostare verso i paesi del nord, la loro vera meta”, ha scritto. “Ma poi sia la Francia sia l’Austria hanno chiuso i confini e i migranti si sono trovati bloccati in Italia. Questa situazione era non solo ingiusta ma anche molto onerosa finanziariamente, in un momento in cui l’Italia economicamente restava indietro rispetto a gran parte dell’Europa. Questa è stata la ragione principale per cui la Lega, in particolare, è andata così bene alle ultime elezioni”. Per questo, continua Soros, il problema “non può essere affrontato con la ridistribuzione forzosa, ma solo con il fatto che l’Europa compensi l’Italia finanziariamente per i migranti che approdano” sulle sue coste.
Il regolamento di Dublino impone ai migranti di fare richiesta d’asilo nel primo paese dell’Unione europea in cui arrivano, e questo penalizza l’Italia, che dal 2013 ha accolto settecentomila migranti, la maggior parte provenienti dall’Africa.
L’introduzione di centri di smistamento, finanziati dall’Unione europea, per identificare i migranti appena entrano in Europa e l’inasprimento dei controlli alla frontiera da parte di Francia, Svizzera e Austria hanno aggravato il problema.
In Lussemburgo il 5 giugno si è tenuto un incontro tra i ministri dell’interno dei paesi dell’Unione europea. All’ordine del giorno c’era la riforma del regolamento di Dublino, ma non è stato trovato un accordo. Secondo Soros in Europa c’è una tendenza evidente a usare l’instabilità politica dell’Italia per impartirle una lezione. “Se l’Unione europea adotta questa linea si scava la fossa da sola provocando una reazione negativa da parte dell’elettorato italiano, il quale a quel punto rieleggerebbe la Lega e il Movimento 5 stelle con una maggioranza ancora più ampia”. Il generoso sostegno del finanziere di origine ungherese sia alle ong che aiutano i migranti sia al piano di ricollocazione dell’Unione europea durante la crisi dei migranti del 2015, lo hanno portato in conflitto diretto con i governi ultraconservatori e di destra.
In particolare, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha fondato la sua campagna elettorale di quest’anno sugli attacchi a un presunto “piano Soros” per inondare l’Ungheria di immigrati musulmani. Nel suo articolo Soros afferma che “non è possibile né desiderabile ricollocare a forza i migranti in altri paesi. In particolare l’Ungheria e la Polonia resisterebbero strenuamente. Ho sempre sostenuto l’idea che la distribuzione di rifugiati in Europa deve avvenire in modo del tutto volontario”.
Mentre il 3 giugno centinaia di militanti di sinistra si riunivano in Sicilia per protestare contro il piano antimmigrazione di Salvini, un uomo uccideva un ventinovenne del Mali e feriva altri due immigrati a San Calogero, in provincia di Reggio Calabria. La polizia ha dichiarato che i tre immigrati stavano rubando alcuni materiali da un sito industriale della zona. ◆ff
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Questo articolo è uscito sul numero 1259 di Internazionale, a pagina 40. Compra questo numero | Abbonati