Felicita Sala è una delle disegnatrici italiane più amate. Le sue illustrazioni hanno sempre un che di giocoso e fantasmagorico. Colori pastello, accesi di luce, posture un po’ contorte che incuriosiscono, paesaggi in bilico tra mondi reali e mondi immaginari. E anche l’albo _Che noia! _ non si smentisce. Rita, la protagonista, ha un viso che non si dimentica, pensieroso, un po’ addormentato. Nella copertina è ritratta quasi fosse uno straccetto su un cumulo di cuscini. Rita nell’albo vive un dilemma: non riesce a fare nulla. Non scrive, non legge, non sogna. Riesce solo a guardare il vuoto davanti a sé. Rita di fatto è molto annoiata. E in un attimo capiamo che è la noia la vera protagonista della storia. Interessante la scelta dell’autrice di dedicare un intero albo alla noia. Oggi tendiamo a spegnere questa sensazione, questo stato d’animo, scrollando ansiosi sul telefonino o riempiendoci la giornata di attività. Impediamo alla noia di entrare. Ma Sala ci mostra che non solo dobbiamo lasciarle spazio, ma dobbiamo farla nostra, abbandonarci a essa. E così fa Rita nell’albo, decide di arrendersi alla noia e la segue su un’isola degli annoiati molto particolare, piena di gente un po’ stramba. E lì in quell’isola la piccola Rita (e noi con lei) capirà che la noia è davvero necessaria al nostro vivere.

Igiaba Scego

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati