Dopo che il 26 maggio un attacco aereo israeliano ha ucciso 45 persone e ha distrutto un campo profughi a Rafah, in Palestina, nel giro di 48 ore un’immagine generata con l’intelligenza artificiale è diventata una delle più condivise di sempre sui social network. È stata postata inizialmente da un giovane fotografo malese con il nickname “shahv4012”, ma nelle ore successive è stata ricondivisa da celebrità come Dua Lipa o Gigi Hadid. Ricostruisce un campo profughi illuminato dalla luce dell’alba e in cui alcune tende bianche compongono la scritta “All eyes on Rafah”, tutti gli occhi su Rafah, una frase detta qualche mese prima da un esponente dell’Organizzazione mondiale della sanità. La diffusione su scala mondiale di quell’immagine apre interrogativi tecnologici e sociali. Da un lato ci sono coincidenze che ne hanno permesso la diffusione su una piattaforma che da mesi oscura i contenuti sulla Palestina, dall’altro c’è un attivismo superficiale che rischia di depotenziare battaglie politiche che riguardano milioni di persone sotto assedio. In questa puntata della terza stagione del pod-cast There are no girls on the internet, che approfondisce temi legati al web con uno sguardo femminista, la conduttrice Bridget Todd prova a districare le contraddizioni che incrociano intelligenza artificiale e attivismo social. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1566 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati