L’ultima email della Volkswagen, racconta Ralph Sauer, l’avvocato dell’associazione federale per la protezione dei consumatori (Vzbv), è arrivata il 14 febbraio poco prima di mezzogiorno. E dal suo contenuto era impossibile prevedere che la casa automobilistica avrebbe fatto saltare l’accordo raggiunto con 420mila automobilisti tedeschi danneggiati dalla manipolazione dei dati sulle emissioni dei motori diesel, lo scandalo scoppiato nel 2015. Al contrario, racconta Sauer, lui, gli altri avvocati e l’associazione dei consumatori stavano riflettendo su come rispondere all’email quando la Volkswagen ha dichiarato nullo l’accordo che prevedeva un risarcimento da 830 milioni di euro.
L’associazione e gli avvocati sono caduti dalle nuvole, racconta Sauer. Secondo lui, la Volkswagen non era mai stata davvero interessata a un accordo: “La decenza non è un a preoccupazione dell’azienda”.
Per la casa automobilistica, invece, è successo esattamente il contrario. È colpa dell’associazione dei consumatori e dei suoi avvocati se ora la causa per il risarcimento degli acquirenti delle auto diesel dovrà proseguire davanti al tribunale competente, quello di Braunschweig. Gli avvocati, sostiene la Volkswagen, avrebbero preteso cinquanta milioni di euro per siglare l’accordo, senza “dare nessuna garanzia”. Sarebbe questo l’unico motivo per cui non è stato possibile raggiungere una “soluzione equa per i clienti”.
Le parti si accusano a vicenda di aver fatto fallire l’intesa. L’unica cosa certa è che in Germania si discute ancora del risarcimento per chi ha comprato i veicoli truccati in modo da risultare meno inquinanti. L’accordo che avrebbe messo fine a tutte le cause, fortemente voluto dall’associazione dei consumatori, era a portata di mano. I 420mila automobilisti tedeschi che avevano aderito alla class action avrebbero ricevuto tra i 1.350 e 6.200 euro a testa, in base all’anno di immatricolazione e al modello delle loro auto diesel. In media ogni automobilista danneggiato avrebbe riscosso circa duemila euro, per un totale di 830 milioni. Molto meno di quanto hanno ottenuto i proprietari di Volkswagen diesel negli Stati Uniti, dove è cominciato lo scandalo delle emissioni. Il 14 febbraio, però, la casa automobilistica ha fatto marcia indietro, dando la colpa agli avvocati.
◆ I clienti statunitensi della Volkswagen hanno avuto la possibilità di restituire o di far riconvertire i veicoli che misuravano in modo inesatto le emissioni del diesel. Inoltre hanno ricevuto fino a diecimila dollari a testa come risarcimento. In tutto lo scandalo del diesel negli Stati Uniti è costato alla casa automobilistica tedesca circa 25 miliardi di dollari. Die Tageszeitung
Il presidente dell’associazione dei consumatori, Klaus Müller, ha dichiarato che la trattativa è saltata perché la Volkswagen era contraria alla definizione di regole trasparenti, affidabili e sicure per la gestione dell’accordo. Sauer è stato ancora più chiaro: nelle mani della casa automobilistica l’accordo rischiava di diventare “un’occasione commerciale” per la vendita di veicoli Volkswagen. Esattamente quello che si è voluto impedire.
Riunione straordinaria
La Volkswagen vorrebbe offrire comunque il risarcimento concordato agli acquirenti di auto diesel che hanno fatto causa. Gli 830 milioni di euro saranno messi a disposizione “anche senza il sostegno” dell’associazione dei consumatori, ha dichiarato l’azienda il 14 febbraio dopo una riunione straordinaria del consiglio d’amministrazione. A sua volta, l’associazione dei consumatori vuole portare avanti il processo di Braunschweig. E molti studi legali coinvolti nel caso consigliano ai loro clienti di presentare un reclamo individualmente, perché potrebbero ottenere di più. Ci vorrà quindi del tempo prima che i querelanti sappiano a cosa hanno diritto. La corte federale di giustizia si occuperà delle cause individuali a maggio. Prima o poi arriverà una sentenza della suprema corte, e anche il processo collettivo di Braunschweig si chiuderà. In ogni modo solo pochi degli acquirenti di auto diesel potranno ottenere un risarcimento in denaro dalla Volkswagen. La maggior parte dei reclami cadrà in prescrizione. ◆ nv
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Questo articolo è uscito sul numero 1346 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati