Truth’s a dog must to kennelDi Tim Crouch (Shedinburgh)

Il visionario Tim Crouch ripropone il suo spettacolo del 2022 allo Shedinburgh, il teatro temporaneo di Francesca Moody. Un tuffo commovente e sconvolgente nel Re Lear e nelle minacce esistenziali che incombono sul teatro. Crouch prende di mira soprattutto l’uso alienante degli schermi nelle performance moderne.

Lo spettacolo comprende anche uno degli sketch più complessi e offensivi a cui abbia mai assistito, un monologo improvvisato sulla famiglia reale con cui mette alla prova il pubblico e al contempo viviseziona la meccanica stessa del suo atto. È un momento sbalorditivo in uno spettacolo incentrato su tutto ciò che il teatro riesce a fare e che risulta impossibile per altre forme d’arte.

Buggers Di Alistair Hall (Pleasance theatre)

Un ritratto folgorante del rapporto complesso e tormentato tra Francis Bacon e George Dyer. Erotico, energico e pericoloso, questo nuovo spettacolo sul sadomasochismo e l’arte tiene il pubblico con il fiato sospeso. L’allestimento incalzante di Alice Wordsworth, lungo meno di un’ora, merita di essere vissuto.

SlugsDi Creepy Boys (Summerhall)

Questa assurda performance notturna torna per il secondo anno. Osservando i due artisti canadesi che barcollano all’interno di sacchi a pelo, dimenandosi al suono della musica dance, in un primo momento si ha l’impressione di assistere a qualcosa di demenziale. Ma poi, gradualmente, lo spettacolo solleva una serie di interrogativi esistenziali grazie a un duo che cerca in ogni modo di evitare temi di tendenza. Quando la sincerità dell’operazione si fa strada, appare del tutto naturale, prima di essere smorzata da un affilato nichilismo.

CoyotesDi Christopher Brett Bailey (Shedinburgh)

Christopher Brett Bailey offre una lettura del suo nuovo, misterioso spettacolo. L’esibizione comincia con l’atmosfera di un testo di Sam Shepard – strade desolate, inquietanti rimandi al folclore americano e persone che sembrano arrivate dalla parte sbagliata del deserto – e da lì diventa sempre più strana. Un thriller su una strana coppia si trasforma in una storia inquietante di incesto, mentre Bailey spinge i suoi personaggi e il suo linguaggio verso territori inesplorati. Perfino in una forma essenziale, Coyotes ha la qualità di un sogno la cui logica interna si manifesta quando degenera in un incubo.

The entertainerDi Alfie Brown (Underbelly cowgate)

Brown non ci mette molto a fare riferimento alla sua “cancellazione”. Nel 2023 il comico è stato messo alla gogna online per aver utilizzato la parola “nigger” in uno spettacolo del 2015, perdendo il suo agente e molti ingaggi. Eppure, anziché cercare di difendere i suoi errori, la sua nuova opera è una beffarda mediazione sulla commedia e sulla sua vita, di cui fanno parte i suoi figli e il suo rapporto con la collega Jessie Cave. Cinico e sagace, Brown si misura con il disagio del pubblico in modo intelligente e provocatorio.

Slugs dei Creepy Boys (Bokah media)

Josh Sharp: an hour of crowd work in the round(Shedinburgh)

Il comico newyorchese Josh Sharp dedica un’ora intera a improvvisare partendo dal lavoro dei suoi spettatori. I social media hanno reso il corteggiamento del pubblico una necessità inevitabile per qualsiasi giovane comico, alla continua ricerca di momenti da trasformare in brevi video, nella speranza che diventino virali. Sharp, però, demolisce questo dogma, invitando gli spettatori a spegnere i loro telefoni mentre lui distrugge il suo. Quel che segue è un’ora di pura magia.

The plotDi Emma Howlett (Summerhall)

Un’indagine intellettuale e visivamente straordinaria dei legami poco esplorati tra il Macbeth e la congiura delle polveri del 1605. Con il passare dei minuti, l’opera si trasforma in una tagliente lettura della paranoia britannica nei confronti del nemico interno. Grazie alla sua capacità di mantenere un ritmo serrato nonostante la densità di contenuti, Howlett si assicura l’amore spassionato del pubblico.

Remember, remember!(Pleasance dome)

Guy Fawkes va in scena anche alla Pleasance dome, in una versione alternativa e spassosa della congiura delle polveri, abbandonando la solennità con cui la storia viene solitamente affrontata. Lo spettacolo merita sicuramente il premio di quest’anno per l’uso migliore di una protesi. Un avvertimento pratico: se avete acquistato i biglietti per la prima fila, portatevi un impermeabile.

Good with facesDi Oisín Kearney (Summerhall)

Un thriller avvincente ambientato nel mondo dell’assistenza sociale e firmato dal regista-drammaturgo Oisín Kearney.

Kearney resiste alla tentazione di trasformare i disturbi mentali in un espediente narrativo o in un racconto morale.

SwoonDi Bebe Cave (Pleasance dome)

Tra i migliori spettacoli comici del programma c’è questa corsa sfrenata attraverso le vite delle muse preraffaellite. Cave, che ha fascino da vendere e un istinto comico sensazionale per le battute improvvisate, prende in giro le grandi passioni e gli uomini ridicoli che ci hanno regalato alcuni dei dipinti britannici più famosi, lasciando che le muse abbiano finalmente la possibilità di raccontare la loro versione della storia. Cave è una delle voci più entusiasmanti della comicità britannica.

StamptownDi Zach Zucker (Assembly George square gardens)

Stamptown, presentato dal comico statunitense, ripropone la sua solita energia chiassosa. Meno ambizioso rispetto agli ultimi anni – conseguenza del successo su Netflix – resta una vetrina per gli artisti che si muovono attorno alle estremità più eccentriche del festival. È comunque un bel modo per concludere la serata.

The last mad manDi Steven Phillips-Horst (Assembly Roxy)

Gli statunitensi sono ovunque. L’autore-perfomer Steven Phillips-Horst presenta una satira pungente sull’apocalisse diretta sapientemente da Amitai Landau-Pope. La trasformazione di Power Point in una sorta di arma fa piegare dalle risate il pubblico, ribaltando il linguaggio freddo delle presentazioni, del branding e della comunicazione d’impresa. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 116. Compra questo numero | Abbonati