I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

È impensabile una democrazia senza libertà di stampa, in Italia garantita dall’articolo 21 della costituzione. Ma quel diritto “di manifestare liberamente il proprio pensiero” spesso e volentieri dà fastidio ai potenti di turno, basti pensare a Giorgia Meloni che si vanta di non parlare con i giornalisti. Ma c’è di peggio. Ci sono le querele penali e anche le cause civili per diffamazione, tese a zittire con condanne e con richieste esose di risarcimenti chi osa criticare il politico o il magnate dell’industria.Caterina Malavenda, avvocato di grido proprio nel campo della difesa della libertà di stampa, ci presenta dieci casi seguiti da lei. Fra i suoi clienti annovera Michele Santoro, Massimo Fini, Fabrizio Gatti, Giorgio Forattini, ma anche Oliviero Toscani. Toscani doveva rispondere per aver espresso opinioni forti sulla chiesa cattolica, Gatti veniva citato in giudizio perché si era munito di documenti falsi (da romeno) per poter accedere (da rinchiuso) in un centro di rimpatrio per migranti. Tutti e due assolti, in nome della difesa della libertà di opinione e d’informare. Quello di Malavenda è un libro appassionante nella ricostruzione dei casi, ma è molto di più: fornisce riflessioni sui continui tentativi di limitare la libertà di espressione e sulla necessità vitale di difenderla, nei tribunali e non solo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati